Scuole aree montane, Piccolotti (Avs): 'Basta tagli giustificati dalla crisi demografica'

La deputata Piccolotti (Avs) chiede tutele urgenti per evitare l'abbandono dei piccoli comuni e garantire il diritto allo studio nei territori.

25 febbraio 2026 14:00
Scuole aree montane, Piccolotti (Avs): 'Basta tagli giustificati dalla crisi demografica' -
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La gestione delle scuole aree montane richiede un intervento immediato per contrastare gli effetti della crisi demografica che minaccia il tessuto sociale dei piccoli comuni. È fondamentale invertire la rotta rispetto alle politiche di risparmio per assicurare un futuro educativo solido a ogni studente, indipendentemente dalla sua residenza geografica, analizzando le criticità attuali del sistema scolastico italiano.

La richiesta di informativa per le scuole aree montane

Presso l'aula di Montecitorio, la deputata Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi e Sinistra) ha sollecitato un'informativa urgente riguardante la precarietà degli istituti situati nelle zone interne. Questa iniziativa, sostenuta anche da altre forze di opposizione, denuncia un progressivo abbandono dei territori.

La chiusura dei plessi scolastici locali innesca un circolo vizioso: le famiglie sono incentivate a trasferirsi in centri urbani più serviti, accelerando il declino delle comunità montane. È necessario un confronto parlamentare immediato per bloccare misure di razionalizzazione che rischiano di diventare irreversibili.

Proposta di legge popolare e riduzione degli alunni per classe

Per rispondere a questa emergenza, è stata promossa una proposta di legge d’iniziativa popolare che ha già raccolto 60.000 firme. Il fulcro del progetto è la revisione dei parametri numerici per la formazione delle classi, puntando su:

  • Riduzione del numero massimo di studenti per favorire il benessere psicofisico.

  • Deroghe sui numeri minimi per consentire il mantenimento delle classi nelle zone a bassa densità abitativa.

  • Miglioramento della qualità didattica attraverso un rapporto più stretto tra docente e discente.

Molti amministratori locali hanno aderito con convinzione, vedendo in questa riforma l'unico strumento per garantire il diritto allo studio anche nelle aree più isolate.

Oltre la crisi demografica e i tagli istruzione

La critica politica si rivolge in particolare alla visione del Ministero dell'Economia, che interpreta il calo delle nascite come un'opportunità per ridurre i tagli istruzione. Secondo Piccolotti, la crisi demografica non deve giustificare un risparmio sulla spesa pubblica, ma rappresentare lo stimolo per superare le restrizioni imposte dalle precedenti riforme.

L'obiettivo è superare l'attuale modello per dare spazio a una didattica innovativa in classi con numeri contenuti, trasformando un problema demografico in un'opportunità di eccellenza educativa.

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