Scuole chiuse a Niscemi: 5mila alunni a casa, danneggiata la rete del gas

Il sindaco di Niscemi cerca soluzioni per evitare i doppi turni dopo la frana che ha danneggiato la rete del metano lasciando gli istituti al freddo.

28 gennaio 2026 22:58
Scuole chiuse a Niscemi: 5mila alunni a casa, danneggiata la rete del gas - Niscemi
Niscemi
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L'emergenza educativa prosegue con le scuole chiuse Niscemi, dove un evento franoso ha compromesso la rete del gas, rendendo le aule gelide e inagibili. Oltre 5mila studenti restano in attesa mentre l'amministrazione lavora per trasferire le classi fuori dalla zona rossa senza ricorrere ai turni pomeridiani.

L'impatto della frana e lo stop alla didattica

La cittadina di Niscemi sta affrontando una paralisi quasi totale del sistema scolastico. La causa scatenante non risiede unicamente nel rischio idrogeologico diretto, ma nelle sue conseguenze infrastrutturali: il recente smottamento ha gravemente danneggiato le condutture del gas metano, interrompendo l'erogazione del servizio in vaste aree del centro abitato. Con le temperature rigide registrate in questi giorni, l'assenza di impianti di riscaldamento funzionanti ha reso impossibile la permanenza sicura e confortevole degli alunni nelle aule, obbligando le autorità a decretare lo stop delle lezioni.

La situazione è complessa e frammentata: alcuni edifici si trovano direttamente all'interno o nelle immediate adiacenze della cosiddetta zona rossa, l'area interdetta per motivi di sicurezza strutturale, mentre altri plessi, pur essendo staticamente sicuri, sono inutilizzabili per il guasto termico. Attualmente, soltanto due plessi elementari risultano geograficamente estranei all'area a rischio, ma anche per i circa 200 alunni che li frequentano, il rientro in classe rimane incerto a causa delle difficoltà logistiche generali che hanno investito il comune nisseno.

Piano di emergenza per le scuole chiuse a Niscemi

Di fronte a uno scenario che coinvolge una fetta così ampia della popolazione studentesca, la macchina amministrativa si è attivata per garantire la continuità del diritto allo studio. In queste ore cruciali, si sono susseguiti tavoli tecnici tra l'amministrazione comunale e i dirigenti scolastici per mappare gli spazi disponibili e riorganizzare la distribuzione delle classi. La strategia delineata prevede il trasferimento delle sezioni, attualmente ospitate negli istituti inagibili, verso strutture collocate in zone sicure del territorio.

Un punto fermo è stato ribadito con forza dal sindaco Massimiliano Conti: l'obiettivo primario è evitare il ricorso ai doppi turni. Questa soluzione, spesso adottata in situazioni emergenziali, comporterebbe un notevole disagio per le famiglie e un'alterazione dei ritmi di apprendimento e di vita dei ragazzi che l'amministrazione intende scongiurare. Si cerca, dunque, una quadratura del cerchio che permetta di allocare migliaia di studenti in spazi alternativi idonei, mantenendo l'orario scolastico mattutino ordinario.

La corsa contro il tempo per il ripristino

Mentre si ridisegna la geografia scolastica locale, sul fronte tecnico prosegue senza sosta il lavoro delle squadre specializzate. La priorità assoluta è la riparazione della rete di distribuzione del metano, condizione sine qua non per poter riattivare le caldaie e riscaldare gli ambienti scolastici. Le operazioni di ripristino sono complesse e dipendono dalla stabilità del terreno interessato dal movimento franoso.

Sebbene non vi siano ancora comunicazioni ufficiali definitive, filtra un cauto ottimismo: l'intenzione delle istituzioni è quella di riaprire i cancelli già da lunedì prossimo. Tuttavia, è probabile che il rientro non sarà omogeneo; per i cinque edifici scolastici situati nella zona più critica, la chiusura potrebbe protrarsi per un periodo più lungo, rendendo il piano di trasloco delle aule non più una misura tampone, ma una necessità di medio periodo per non interrompere il percorso formativo degli studenti di Niscemi.

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