Scuole di montagna, DCPM pubblicato in G.U.: ecco i nuovi Comuni montani e i bonus per docenti e ATA
Le scuole di montagna ottengono una nuova mappa dei Comuni montani, con punteggi e bonus casa per chi garantisce il servizio.
Le scuole di montagna entrano in una fase nuova: il DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale aggiorna l’elenco dei Comuni montani e apre la strada a misure per docenti, ATA e territori fragili. La novità riguarda istituti e plessi inclusi nella mappa. Non tutti i benefici sono automatici: serviranno altri atti per definire accessi, criteri e tempi.
Comuni montani: i nuovi criteri per entrare nell’elenco
Il decreto individua 3.715 Comuni montani e supera la vecchia idea basata solo sulla quota. La classificazione tiene conto di altitudine, pendenza e continuità territoriale, così da includere anche zone di media montagna o aree collinari con caratteristiche difficili. Entrano nell’elenco i territori con una parte rilevante sopra i 600 metri e pendenze marcate, ma anche quelli con altitudine media più bassa se inseriti in contesti montani. La “continuità” evita esclusioni poco logiche: un Comune circondato da aree montane può essere riconosciuto come montano, se rispetta requisiti minimi.
Scuole di montagna: cosa cambia per istituti e plessi
Le scuole di montagna comprendono gli istituti di ogni ordine e grado che si trovano nei Comuni montani. La regola vale dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. Se un istituto ha la sede principale fuori da questi territori, ma possiede un plesso in un Comune montano, i benefici si applicano solo a quel plesso. La norma punta a proteggere classi, organici e servizi dove lo spopolamento rende più difficile garantire continuità didattica. Per docenti, ATA, dirigenti e DSGA restano centrali le regole su formazione delle classi e personale.
Punteggio aggiuntivo e incentivi per docenti e ATA
Uno dei punti più attesi riguarda il punteggio aggiuntivo per chi lavora nelle scuole di montagna. Un decreto ministeriale dovrà stabilire il valore da riconoscere nelle GPS. Il beneficio riguarda personale a tempo determinato e indeterminato che abbia prestato servizio per almeno 180 giorni nell’anno scolastico, con almeno 120 giorni dedicati ad attività didattiche. Sono previsti riconoscimenti specifici anche per chi lavora nelle pluriclassi della primaria e per chi ha lunga anzianità in questi territori. Un ulteriore punteggio sarà definito per la mobilità.
Affitto, mutuo e credito d’imposta per chi si trasferisce
Dal 2025 il personale scolastico che si sposta per servizio in un Comune montano può ottenere un credito d’imposta legato alla casa. Per l’affitto, il beneficio è pari al minore tra il 60% del canone annuo e 2.500 euro. La stessa soglia vale per chi acquista casa con mutuo. Nei Comuni montani fino a 5.000 abitanti con minoranze linguistiche storiche riconosciute, il sostegno può salire al 75%, con tetto massimo di 3.500 euro. Restano limiti precisi: il fondo annuo è di 20 milioni di euro e il credito non si somma ad altre agevolazioni simili.
Il DCPM pubblicato in Gazzetta Ufficiale
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