Seconda prova maturità 2026: Einstein apre la traccia di matematica al liceo scientifico

Nella seconda prova maturità 2026 di matematica spunta una citazione di Einstein sul rapporto tra teoria e realtà.

19 giugno 2026 10:15
Seconda prova maturità 2026: Einstein apre la traccia di matematica al liceo scientifico -
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La seconda prova maturità 2026 per il liceo scientifico si apre con un pensiero firmato Albert Einstein e si chiude con una battuta sul gioco più antico del mondo, la matematica. Due citazioni nate a quasi sessant'anni di distanza, scelte per accompagnare i maturandi in un percorso che va oltre i numeri. Non sono solo decorazioni: aprono una riflessione sul senso profondo della disciplina che gli studenti stanno affrontando. Da un lato la certezza astratta dei teoremi, dall'altro il piacere quasi infantile del calcolo e della scoperta. Un contrasto che, letto con attenzione, racconta molto di cosa significhi davvero fare matematica.

La citazione di Einstein nella traccia

La prova si apre con una frase tratta dalla conferenza «Geometrie und Erfahrung», che Albert Einstein tenne a Berlino il 27 gennaio 1921: «Nella misura in cui i teoremi della Matematica si riferiscono alla realtà, non sono certi, e nella misura in cui essi sono certi, non si riferiscono alla realtà». Un'affermazione che a prima vista sembra un paradosso, ma che racchiude un'idea piuttosto semplice. Il padre della relatività, in quell'intervento, ragionava sul legame tra pensiero astratto e mondo concreto. I teoremi dimostrati sono certi, eterni, validi in ogni contesto logico.

Ma quella perfezione resta confinata al regno delle idee. Quando la matematica scende sul terreno della fisica reale — un lago, un pianeta, un atomo — perde quella purezza assoluta. Le misure diventano approssimate, i modelli semplificano, le leggi restano valide fino a prova contraria. Einstein non voleva spaventare nessuno con questo ragionamento. Voleva piuttosto ricordare che la matematica resta uno strumento potente proprio perché accetta di convivere con l'incertezza e si confronta con i dati reali pur di restare utile.

Il finale con la citazione sul gioco

Se l'apertura ha il peso di un premio Nobel, la chiusura ha la leggerezza di un romanziere. Richard J. Trudeau, nel suo libro «Dots and lines» del 1976, scrive: «La matematica è il gioco più bello del mondo. Assorbe più degli scacchi, scommette più del poker, e dura più di Monopoli. È gratuita, e può essere giocata ovunque. Archimede lo ha fatto in una vasca da bagno». Una frase che cambia completamente tono rispetto all'apertura. Einstein parlava di incertezza e di confronto con la realtà; Trudeau parla invece di passione e divertimento puro.

Letti insieme, i due pensieri si completano a vicenda. La matematica risulta tanto più interessante quanto più riesce a tenere insieme due anime opposte: il rigore del teorema e la libertà del gioco, la precisione del calcolo e l'intuizione improvvisa della scoperta. Trudeau richiama Archimede che urla «Eureka» nella vasca da bagno: è il momento in cui la geometria incontra l'acqua che trabocca, in cui un pensiero astratto si trasforma in una sensazione fisica concreta. È proprio il punto di contatto tra mondo delle idee e mondo reale di cui parlava Einstein, raccontato però con tutt'altro registro.

Struttura della prova di matematica 2026

La traccia della seconda prova maturità 2026 per il liceo scientifico segue lo schema consolidato degli ultimi anni: due problemi a scelta e otto quesiti, dai quali i candidati devono selezionarne quattro. Uno dei problemi propone uno studio di funzione in forma classica, l'altro parte da un caso concreto legato al livello dell'acqua di un lago italiano. Tra i quesiti compaiono riferimenti a situazioni reali, come un torneo sportivo e una partita a carte, oltre a un richiamo storico al terremoto del Friuli del 1976. Gli studenti hanno a disposizione diverse ore per completare l'elaborato, a seconda dell'indirizzo di studio frequentato; fanno eccezione i licei musicali e coreutici, dove la prova si svolge su due giornate distinte. Il punteggio ottenuto in questo scritto contribuisce in modo determinante al voto finale dell'esame di Stato, insieme alla prima prova e al colloquio orale che seguirà nelle settimane successive.

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