Sentenze scuola e mancati risarcimenti: il caso Calabria riapre il nodo dei pagamenti

Sentenze scuola, il Tar Calabria conferma il pagamento dopo il ricorso e condanna l’amministrazione alle spese.

18 giugno 2026 10:00
Sentenze scuola e mancati risarcimenti: il caso Calabria riapre il nodo dei pagamenti - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Le sentenze scuola tornano al centro del confronto tra lavoratori e amministrazione. In Calabria, il Tar è intervenuto su un risarcimento già deciso dal giudice del lavoro, legato alla “sentenza del Tribunale ordinario di Cosenza, Sezione lavoro, n.297 del 12 febbraio 2024” e passato in “giudicato”. Il caso mostra quanto sia decisivo il rispetto dei diritti di docenti e Ata quando il Ministero non esegue subito quanto stabilito.

Sentenze scuola e obblighi dell’amministrazione

Il Tar ha preso atto del pagamento arrivato solo dopo il ricorso. Nella decisione si legge: “considerato che, con memoria depositata il 21 maggio 2026, la parte ricorrente ha riferito che, nelle more del presente giudizio, l’amministrazione intimata ha provveduto alla ottemperanza del titolo emarginato in oggetto; Ritenuto che il pagamento operato dalla amministrazione intimata, come dedotto nella citata memoria, sia pienamente satisfattivo e, per tale ragione, possa essere dichiarata la cessazione della materia del contendere; Ritenuto che debba disporsi la condanna alle spese di lite a carico della intimata amministrazione”. Il punto centrale resta la condotta dell’ente, che ha pagato solo dopo l’azione legale, con effetti sulle spese e sulla tutela del lavoratore.

I numeri indicati da Anief

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato: “Continua – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – la sequela di sentenze vinte, che nel 2026 stato producendo numeri da record: ricordo solo che nei primi 150 giorni dell’anno in corso, i ricorrenti dei legali Anief hanno vinto oltre 4 mila sentenze, con circa 13 milioni di euro recuperati per i docenti e Ata ricorrenti, di cui 2,6 milioni solo nel mese si maggio. E che nel triennio precedente, quasi un terzo dei 150 milioni euro certificati complessivamente dal Ministero dell’Istruzione per i risarcimenti alla Scuola hanno riguardato le sole sentenze vinte dai legali che operano per Anief”. Per il sindacato, i risarcimenti scuola restano una strada concreta per ottenere arretrati, indennizzi e pieno riconoscimento del servizio.

Le vertenze che hanno cambiato le regole

Secondo Anief, le azioni legali degli ultimi anni hanno inciso su diversi temi della scuola. Tra i fronti citati ci sono Carta docente, salario accessorio, carriera e contratti a termine. Il sindacato sostiene che il ricorso al giudice diventi spesso necessario quando la normativa nazionale non tutela in modo pieno il personale o quando l’amministrazione tarda a eseguire decisioni già definitive.

  • Carta docente ai supplenti annuali e fino al termine delle attività didattiche; estensione legata alle vertenze promosse.

  • Salario accessorio per supplenti brevi e saltuari; riconoscimento di Rpd e Cia Ata.

  • Ricostruzione di carriera; riconoscimento integrale del servizio pre-ruolo.

  • Contratti a termine oltre 36 mesi; indennizzo da 4 a 12 mensilità.

  • Ricercatori universitari; introduzione della figura del ricercatore in tenure track RTT.

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