Smartphone a scuola, monitoraggio del Ministero: al via il questionario

Il ministro Valditara annuncia una rilevazione nazionale per mappare regole, divieti e utilizzo didattico dello smartphone a scuola negli istituti.

17 febbraio 2026 10:00
Smartphone a scuola, monitoraggio del Ministero: al via il questionario - La sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma
La sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma
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Una nuova indagine ministeriale indaga la gestione dello smartphone a scuola. Il titolare del Dicastero di Viale Trastevere, Giuseppe Valditara, ha confermato l'invio di un questionario agli istituti per analizzare divieti, modalità di custodia e strategie educative adottate dai dirigenti.

La ricognizione avviata dal MIM: obiettivi e modalità operative

L'iniziativa, resa nota attraverso i microfoni del Gr1 Rai, segna un passo decisivo nell'analisi del rapporto tra tecnologia e didattica. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) intende superare la fase delle impressioni aneddotiche per ottenere una fotografia nitida e basata su dati reali riguardo la presenza dei dispositivi mobili nelle aule italiane. Non si tratta di un provvedimento sanzionatorio, bensì di una rilevazione statistica volta a comprendere la variegata geografia dei regolamenti interni.

Agli istituti scolastici viene chiesto di dettagliare le prassi quotidiane: si indaga se viga un divieto assoluto o parziale, quali siano le procedure per la custodia dei dispositivi all'ingresso in classe e, aspetto cruciale, come vengano coinvolte le famiglie attraverso il Patto educativo di corresponsabilità. Il ministro ha chiarito che l'intento è verificare "come viene trattata" la materia nella quotidianità scolastica, ponendo le basi per politiche future che siano aderenti alla realtà operativa delle scuole e non calate esclusivamente dall'alto.

Smartphone a scuola: tra divieti pregressi e autonomia scolastica

Il tema non è nuovo nei corridoi ministeriali, ma la sensibilità pubblica è mutata. Già nel 2022, una circolare aveva ribadito alle istituzioni scolastiche la necessità di rispettare il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari durante le ore di lezione, fatte salve le eccezioni per finalità strettamente didattiche e inclusive, previste dal Piano Nazionale Scuola Digitale. Tuttavia, la normativa attuale lascia ampio margine all'autonomia scolastica: sono i singoli Consigli di Istituto a deliberare le norme comportamentali e le eventuali sanzioni disciplinari.

Questa frammentazione ha creato un mosaico di approcci differenti sul territorio nazionale: alcune scuole hanno adottato la linea della "tech-free zone" con armadietti appositi o tasche porta-cellulare, mentre altre hanno integrato i device come strumenti di supporto all'apprendimento (BYOD - Bring Your Own Device). Il questionario ministeriale servirà proprio a capire quale di queste due anime prevalga e se le misure restrittive siano effettivamente applicate o rimangano lettera morta nei regolamenti cartacei.

Impatti cognitivi, benessere digitale e consapevolezza dei rischi

Al centro del dibattito, e motore di questa nuova indagine, vi è la crescente preoccupazione per gli effetti dell'esposizione digitale sugli studenti. Studi internazionali e osservatori nazionali segnalano correlazioni tra l'uso intensivo degli schermi e il calo della soglia di attenzione, oltre a potenziali ricadute sul benessere psicologico degli adolescenti. L'obiettivo dichiarato da Valditara è duplice: da un lato promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi derivanti da un uso improprio o eccessivo; dall'altro, non demonizzare lo strumento tout court, ma educare a un utilizzo corretto delle tecnologie.

La sfida pedagogica, dunque, si sposta dal semplice controllo alla formazione. I dati raccolti permetteranno al Ministero di valutare se sia necessario intervenire con nuove linee guida che aiutino docenti e studenti a distinguere nettamente tra l'uso ricreativo – fonte di distrazione – e l'impiego consapevole per attività di ricerca, documentazione e innovazione didattica.

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