SOS Continuità didattica: il CNDDU chiede riforme per gli alunni con disabilità

La stabilità del rapporto educativo è a rischio: il CNDDU chiede tutele per la continuità didattica in caso di trasferimento scolastico.

A cura di Redazione Redazione
22 aprile 2026 08:30
SOS Continuità didattica: il CNDDU chiede riforme per gli alunni con disabilità - Romano Pesavento
Romano Pesavento
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Il CNDDU pone l'accento sulla continuità didattica come elemento cardine per l'inclusione scolastica. Nonostante le norme attuali, il trasferimento degli alunni con disabilità resta una criticità irrisolta che richiede interventi urgenti per tutelare i diritti fondamentali.

Continuità didattica e trasferimento degli alunni con disabilità: una criticità sistemica ancora irrisolta

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione del Ministro Giuseppe Valditara su una questione che, nonostante i recenti sviluppi normativi in materia di inclusione scolastica, continua a rimanere priva di una regolamentazione chiara e uniforme: la gestione della continuità didattica nel caso di trasferimento degli alunni con disabilità tra istituzioni scolastiche.

Il quadro normativo vigente, a partire dal Decreto Legislativo 66/2017, fino ai più recenti interventi come il Decreto-Legge 71/2024, il Decreto Ministeriale 32/2025 e l’Ordinanza Ministeriale 27/2026, ha progressivamente rafforzato il principio della continuità didattica, riconoscendone il valore strategico per la qualità dei processi inclusivi. In particolare, è stata introdotta la possibilità di confermare il docente di sostegno all’interno della stessa scuola, su richiesta della famiglia e previa valutazione degli organismi competenti, a tutela della relazione educativa costruita nel tempo.

Tuttavia, tale impianto normativo mostra un limite evidente proprio nei momenti di maggiore fragilità del percorso scolastico: quando l’alunno con disabilità viene trasferito in un’altra scuola. In questa circostanza, infatti, il sistema non prevede una disciplina nazionale specifica che consenta di garantire la continuità del rapporto educativo. Il docente di sostegno, in linea con l’assetto ordinamentale vigente, è assegnato all’istituzione scolastica e alla classe e non al singolo alunno; di conseguenza, il trasferimento dello studente non comporta automaticamente la prosecuzione del rapporto didattico con il medesimo insegnante, che rimane nella sede di titolarità o di servizio.

La gestione di tali situazioni è pertanto affidata a prassi amministrative territoriali o a forme di contrattazione integrativa, con esiti differenziati a livello regionale e locale. Ne deriva un quadro disomogeneo che rischia di compromettere il principio di equità del sistema scolastico e di incidere negativamente sulla qualità dell’inclusione, soprattutto in una fase – quella del passaggio a un nuovo contesto educativo – già di per sé complessa e delicata per lo studente.

Il CNDDU sottolinea come la continuità didattica non possa essere considerata un elemento accessorio, ma rappresenti una condizione essenziale per l’effettiva attuazione del Piano Educativo Individualizzato e per la stabilità del percorso formativo. L’interruzione di una relazione educativa consolidata può tradursi in una perdita significativa di riferimenti, con possibili ricadute sul piano degli apprendimenti, dell’autonomia e del benessere complessivo dell’alunno.

Alla luce di tali considerazioni, si ritiene necessario un intervento normativo che, in coerenza con i principi già affermati dal legislatore, estenda la tutela della continuità didattica anche ai casi di trasferimento tra scuole. Ciò potrebbe avvenire prevedendo, su richiesta della famiglia e previa valutazione del Gruppo di Lavoro Operativo, la possibilità di garantire la prosecuzione del rapporto educativo con il medesimo docente di sostegno, attraverso strumenti amministrativi già esistenti e opportunamente adattati, nel rispetto del superiore interesse dell’alunno.

Un sistema educativo realmente inclusivo non può tollerare che proprio nei momenti di transizione venga meno quella coerenza pedagogica che costituisce il fondamento del diritto allo studio. Per questo motivo, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita il Ministro a promuovere un intervento organico che colmi l’attuale lacuna normativa e renda effettivo, in ogni contesto, il principio della continuità didattica, quale espressione concreta dei diritti fondamentali della persona.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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