Specializzazione sul Sostegno: il valore della riforma INDIRE
Analisi dei percorsi INDIRE per la specializzazione sul sostegno: oltre i pregiudizi, verso una formazione efficace basata sull'esperienza.
Le critiche alla nuova Specializzazione sul Sostegno gestita da INDIRE sono spesso infondate. Questo percorso non è un ripiego, ma valorizza l'esperienza dei docenti attraverso un modello sincrono e partecipato, rispondendo alle reali esigenze della scuola.
Specializzazione sul Sostegno: perché la riforma INDIRE non è "Fai-da-te", ma una risposta di sistema
Negli ultimi giorni, alcune voci si sono ancora levate contro i corsi introdotti dal Ministero dell'Istruzione, tacciando di "empirismo di basso profilo" i nuovi percorsi di specializzazione affidati all'INDIRE. Tuttavia, un’analisi meno ideologica e più vicina alla realtà evidenzia che tali critiche poggiano su pregiudizi infondati e su una visione della scuola ormai anacronistica.
La formazione INDIRE: un modello su misura per l'esperienza
L’accusa di "empirismo" rivolta ai percorsi per i docenti con tre anni di servizio ignora un principio pedagogico fondamentale: la formazione degli adulti (andragogia) deve basarsi sull'esperienza. Formare docenti che hanno già maturato almeno 36 mesi di servizio non significa offrire un percorso semplificato, ma un modello mirato ed efficace, capace di trasformare la pratica quotidiana in competenza scientifica strutturata. Gestito dall'INDIRE, o dalle università, questo percorso non è un ripiego, ma una sistematizzazione del sapere professionale di alto livello.
Sincronia e partecipazione: la fine del mito delle "lezioni passive"
L'articolo di Nocera commette un grave errore tecnico descrivendo i corsi come percorsi asincroni. La realtà racconta un'altra storia. Il modello INDIRE si fonda su:
Lezioni sincrone e Webinar in diretta: Momenti di confronto in tempo reale che garantiscono un dibattito costante tra pari.
Laboratori partecipati: Attività di progettazione cooperativa (cooperative learning) per risolvere casi clinici e pedagogici reali.
Comunità di pratica: Il supporto di tutor d'aula, insegnanti e docenti garantisce una partecipazione che spesso, nelle sovraffollate aule universitarie, risulta molto meno incisiva.
Il paradosso del disprezzo verso i formatori
È un controsenso logico difendere il valore della specializzazione con TFA ordinario e, contemporaneamente, sminuire i percorsi INDIRE. I tutor e i progettisti di questi corsi sono spesso docenti specializzati con TFA ordinario, ricercatori, pedagogisti e insegnanti con solide qualifiche! Attaccare la qualità di questi percorsi significa negare la competenza di quegli stessi professionisti che l'autore dichiara di voler tutelare. La competenza non evapora se esercitata in un'aula virtuale o sotto l'egida di un ente pubblico di ricerca o delle stesse università che offrono anche i percorsi con TFA ordinario!
Apertura al confronto: la forza di chi conosce la scuola
Sicuri dell'efficacia di un percorso già solido e rispondente alle esigenze dei docenti con esperienza, la nostra categoria si dimostra aperta al dialogo, non per spirito di sottomissione, ma per capacità di ascolto e lungimiranza. In quest'ottica di miglioramento continuo, si potrebbe ipotizzare di:
Valorizzare il Tirocinio Indiretto: Non per "imparare il mestiere" (che già si esercita con successo), ma come spazio di riflessione critica per documentare formalmente le altissime competenze maturate sul campo.
Evoluzione continua nelle TIC: Poiché le Tecnologie dell'Informazione sono in costante mutamento, i laboratori potrebbero essere ulteriormente potenziati per includere le ultimissime innovazioni nelle tecnologie assistive, confermando l'impegno dei docenti verso un aggiornamento che non finisce mai.
Conclusioni: non ignorare nuove opportunità offerte da nuovi strumenti
La cultura dell'inclusione "utile" non è quella che si barrica dietro titoli accademici esclusivi, ma quella che trova soluzioni concrete. I percorsi INDIRE lo sono! I docenti triennalisti non hanno mai chiesto sconti, ma il riconoscimento di un percorso formativo vivo, sincrono e partecipato. La riforma non soppianta la cultura con l'empirismo, ma finalmente integra la cultura nella realtà professionale, dando dignità a chi la scuola la fa con passione e competenza ogni giorno.
Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE