Spiagge più care d'Italia nel 2026: la classifica completa con prezzi, rincari e località più costose
Le spiagge più care si trovano in Liguria, con Alassio in testa: ecco i prezzi degli ombrelloni nell'estate 2026 secondo Altroconsumo
Andare al mare costa sempre di più. Le spiagge più care d'Italia si confermano in Liguria, dove Alassio guida la classifica con 368 euro a settimana per la prima fila di ombrelloni. A rivelarlo è un'indagine di Altroconsumo, che ha messo a confronto dieci località della Penisola. I rincari medi sfiorano il 6% rispetto al 2025, con punte ben più alte in alcune mete del Sud.
Alassio guida le spiagge più care d'Italia
Tra le dieci mete analizzate, Alassio resta la più costosa in assoluto. Per una settimana in prima fila ad agosto servono 368 euro, un prezzo in linea con il 2025. All'estremo opposto c'è Lignano, dove la stessa spesa scende a 164 euro: la più bassa del campione. L'indagine ha raccolto i listini di 222 stabilimenti, contattati uno a uno per telefono. La domanda riguardava le tariffe delle prime quattro file di ombrelloni nella prima settimana di agosto. I dati fotografano un Paese diviso, dove il mare cambia prezzo di centinaia di euro a seconda della costa.
Stabilimenti balneari: i prezzi località per località
Ecco quanto costa in media una settimana di ombrelloni nei principali stabilimenti balneari italiani (media delle prime quattro file), secondo l'indagine di Altroconsumo:
Alassio: 340 euro, stabile sul 2025;
Gallipoli: 324 euro, +10%;
Alghero: 274 euro, +14%;
Taormina e Giardini Naxos: 237 euro, +16%;
Viareggio: 232 euro, +7%;
Palinuro: 188 euro, +0,5%;
Anzio: 179 euro, +2%;
Senigallia: 159 euro, +0,6%;
Lignano: 157 euro, +2%.
Aumenti del 24% in cinque anni
Il confronto sul lungo periodo è netto. La tariffa media delle prime quattro file è passata da 182 euro nel 2021 a 225 euro nel 2026. Si tratta di un rincaro del 24% in soli cinque anni. Nell'ultimo anno l'aumento medio è del 6%, ma alcune mete corrono molto di più. Giardini Naxos segna +16%, Alghero +14% e Gallipoli +10%. Altrove gli aumenti restano più contenuti, tra il 2 e il 7%. Numeri che pesano sul budget delle famiglie in cerca di una settimana di mare.
Spiagge libere: l'alternativa e il modello Spotorno
Contro i prezzi in salita resta la spiaggia libera. Ma con molti limiti: spesso è poca, affollata e priva di servizi. Un caso fuori dal coro arriva da Spotorno, in Liguria. Qui il sindaco Mattia Fiorini ha scelto di ampliare gli spazi pubblici, ribaltando il modello classico. Gran parte dell'arenile resta libero e gestito dal Comune, che garantisce pulizia, docce, bagni e salvataggio. A coprire i costi sono le concessioni dei chioschi, il cui ricavato finisce in parte nelle casse comunali. Un modello che altri Comuni potrebbero imitare.
Concessioni balneari e legge Bolkestein
Il futuro degli stabilimenti balneari resta incerto. Dopo 16 anni di proroghe, le concessioni scadranno a settembre 2027. La selezione dei nuovi gestori deve partire entro giugno, come chiede la direttiva europea Bolkestein. Mancano però criteri chiari per i bandi comunali. Il Ministero delle Infrastrutture doveva presentare un "bando tipo" a marzo, ma di quel documento non c'è ancora traccia. Alcuni Comuni vanno avanti da soli, con un alto rischio di ricorsi. Aperto pure il nodo degli indennizzi ai gestori uscenti, attesi per gli investimenti non ancora ammortizzati. Non è chiaro, però, chi dovrà pagarli.