Stipendio, arretrati scuola: Gilda chiede al Mef un cedolino 'trasparente'

La Federazione sollecita il MEF sui calcoli errati degli stipendi di docenti e ATA per scongiurare massicce istanze di accesso agli atti.

04 febbraio 2026 12:45
Stipendio, arretrati scuola: Gilda chiede al Mef un cedolino 'trasparente' - Gilda degli Insegnanti
Gilda degli Insegnanti
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A seguito di evidenti incongruenze sugli arretrati scuola, la Federazione Gilda Unams ha interpellato formalmente il MEF. L'obiettivo prioritario è ottenere un cedolino trasparente che chiarisca in modo inequivocabile i conteggi applicati al personale scolastico, prevenendo così un’ondata di burocrazia legata agli accessi agli atti.

Caos amministrativo su stipendi e arretrati scuola

La gestione delle competenze accessorie e degli aggiornamenti contrattuali nel comparto istruzione si conferma una materia di estrema complessità tecnica. Nelle ultime settimane, il personale scolastico si è trovato a fronteggiare una situazione di profonda incertezza derivante dall'emissione dei cedolini di gennaio. Numerosi insegnanti e membri del personale ATA hanno segnalato discrepanze significative tra gli importi attesi e quelli effettivamente liquidati o visualizzati nell'area riservata della piattaforma ministeriale.

Non si tratta di semplici ritardi, ma di errori sostanziali nell'algoritmo di attribuzione delle spettanze arretrate. La problematica ha sollevato un polverone sindacale, poiché l'incapacità di decifrare le voci retributive lede il diritto del lavoratore alla trasparenza amministrativa. La Federazione Gilda Unams, attraverso una nota ufficiale, ha evidenziato come tale scenario rappresenti una "beffa" per i dipendenti pubblici, già penalizzati da un rinnovo contrattuale atteso da anni e ora costretti a navigare a vista tra cifre che non trovano riscontro nelle tabelle normative vigenti.

La richiesta di chiarezza: verso un modello di calcolo esplicito

Il nodo centrale della vertenza non risiede esclusivamente nell'errore contabile, ma nella modalità di comunicazione dei dati. Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda, ha sottolineato l'urgenza di un intervento strutturale da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). La richiesta sindacale è precisa: l'emissione di un cedolino trasparente. Questo documento non deve limitarsi a riportare l'importo netto, ma deve esplicitare, voce per voce, le modalità di calcolo applicate, le aliquote fiscali e le detrazioni, permettendo al dipendente di ricostruire l'iter logico-matematico che ha determinato la somma finale.

Senza questa operazione di verità, il personale scolastico rimane nell'impossibilità di verificare la correttezza della propria busta paga. La complessità dei sistemi di elaborazione di NoiPA non può divenire un alibi per l'opacità gestionale. L'istanza presentata al Ministero mira a garantire che ogni singola voce retributiva, dagli scatti di anzianità agli adeguamenti inflazionistici, sia chiaramente identificabile e verificabile dal lavoratore, ripristinando quel rapporto di fiducia indispensabile tra amministrazione e amministrati.

Ammissione di errore di NoiPA e rischio accesso agli atti

A parziale conferma delle criticità sollevate, sulla piattaforma NoiPA è apparso un avviso tecnico che ammette l'incompletezza del calcolo tabellare, preannunciando una futura rielaborazione degli importi. Sebbene questa comunicazione confermi la fondatezza delle lamentele, per la Gilda Unams non è sufficiente una generica promessa di rettifica.

L'organizzazione sindacale ha ribadito che la revisione degli importi deve essere contestuale alla produzione di documentazione dettagliata. In assenza di risposte certe e di una risoluzione tempestiva che renda intelligibile il conguaglio, la Federazione si è detta pronta a supportare una massiccia campagna di ricorsi. L'alternativa prospettata è il ricorso sistematico all'istanza di accesso agli atti: una procedura che, se attivata da migliaia di dipendenti contemporaneamente, rischierebbe di paralizzare gli uffici amministrativi periferici e centrali, costringendo la Pubblica Amministrazione a produrre singolarmente la documentazione che oggi viene richiesta in forma aggregata e automatizzata.

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