Stipendio docenti: il conguaglio fiscale azzera i compensi, e la UIL Scuola protesta
La protesta della UIL Scuola contro il prelievo forzoso che riduce a un euro la busta paga di insegnanti e personale ATA a febbraio.
Il mese di febbraio ha riservato un'amara sorpresa per molti lavoratori del settore istruzione, che hanno visto il proprio stipendio docenti ridotto a una cifra puramente simbolica. A causa del massiccio conguaglio fiscale e della mancanza di una strategia di rateizzazione adeguata, numerosi professionisti si sono ritrovati con un solo euro in busta paga, rendendo impossibile la gestione delle spese familiari.
L'effetto del conguaglio fiscale sullo stipendio docenti
Le operazioni di ricalcolo sulle imposte dei redditi dell'anno precedente hanno colpito con particolare durezza chi ha dedicato ore extra a progetti Erasmus o PNRR. Questo meccanismo paradossale ha finito per annullare le retribuzioni mensili proprio per i lavoratori più attivi. Il prelievo in un'unica soluzione ha generato una situazione di emergenza economica, colpendo il bilancio domestico di migliaia di famiglie che ora faticano a coprire costi primari come affitto, bollette e generi alimentari.
Le testimonianze dei lavoratori colpiti
Molti dipendenti hanno espresso un profondo disagio per l'impossibilità di far fronte alle necessità quotidiane essenziali. Ricevere un compenso di un solo euro dopo un intero mese di servizio attivo rappresenta non solo un problema materiale, ma un'offesa alla dignità professionale. La frustrazione emerge chiaramente dalle denunce raccolte, dove si evidenzia come sia impossibile garantire il sostentamento dei figli o il pagamento della mensa scolastica con entrate azzerate dal sistema fiscale.
La posizione della UIL Scuola sulla gestione dei pagamenti
Il segretario generale della UIL Scuola, Giuseppe D’Aprile, ha sollevato una critica formale non verso l'imposizione delle tasse, ma verso le modalità di recupero forzoso attuate dall'amministrazione. Secondo il sindacato, sarebbe stato necessario prevedere un piano di rateizzazione tasse per tutelare il potere d'acquisto minimo dei dipendenti pubblici. La richiesta alle istituzioni è chiara: intervenire per garantire giustizia sociale e assicurare che il lavoro svolto venga dignitosamente retribuito senza prelievi che svuotano completamente i conti correnti dei lavoratori.