Stop ai blocchi sulla mobilità intercompartimentale

Il gruppo MID denuncia le discriminazioni e richiede l'accesso alla mobilità intercompartimentale per tutto il personale scolastico.

A cura di Redazione Redazione
25 febbraio 2026 11:00
Stop ai blocchi sulla mobilità intercompartimentale -
Condividi

La mobilità intercompartimentale rappresenta un diritto negato per migliaia di lavoratori. Il gruppo MID definisce grottesche le recenti limitazioni degli USR, chiedendo la fine di una discriminazione ventennale che isola la scuola dal resto della Pubblica Amministrazione.

Le note degli Usr FVG e Lazio sono grottesche e non aggiungono nulla di nuovo rispetto a quelle già emanate in passato. Il  gruppo MID, composto da più di 9900 insegnanti, continuerà il proprio impegno al fine di superare le odiose discriminazioni che impediscono la mobilità intercompartimentale verso il resto della PA

Invece di adoperarsi presso la Funzione Pubblica per superare le limitazioni che colpiscono il personale scolastico, gli Usr Friuli Venezia Giulia e Lazio si sono affrettati ad emanare due note similari per ricordare l’esclusione di docenti e Ata dalle procedure di mobilità intercompartimentale. Le note sarebbero state scritte in risposta ad alcuni insegnanti che avrebbero presentato istanze di nulla-osta.

Il gruppo Mid trova grottesche tali osservazioni che riprendono di fatto quelle emanate tra il 2016 e il 2019 da alcuni Usr.

Dalla prima nota del 2016 dell’ Usr Toscana sono trascorsi tuttavia dieci anni e molte cose sono avvenute. In questo lasso di tempo lo Stato ha smentito le norme alla base del blocco della 311/2004, una legge finanziaria che prevedeva l’impossibilità della mobilità intercompartimentale per il personale scolastico, in quanto unico comparto non soggetto al blocco del turnover in quel periodo. Tale normativa si è tramutata in una palla al piede perpetua della categoria, una sorta di prigionìa ventennale.

A partire dalla fine del 2018, infatti, lo Stato italiano ha assunto centinaia di migliaia di persone e solo nelle ultime settimane del 2025 ha bandito qualcosa come 15.000 posti per funzionari. Inoltre, nello stesso periodo di fine anno, ha destinato più di 1000 posti in mobilità intercompartimentale. Per quale motivo quindi si continua a vietare ai docenti la possibilità di transitare verso altro ramo del Pubblico Impiego?

Sulla stessa linea si muove come detto l’USR Lazio. A proposito di quest’ultima nota ricordiamo che nei comandi, distacchi che gli Usr emanano a cadenza annuale e/o triennale, a livello nazionale emerge un’altra discriminazione che colpisce il personale docente che non possa contare sulla presenza di posti di potenziamento sulla propria disciplina nell’istituto di appartenenza. Coloro che si trovano in tale situazione non possono partecipare a molti bandi annuali, in spregio al principio di uguaglianza rispetto agli altri colleghi.

C’è di più. Senza contare il lavoro burocratico e sommerso non riconosciuto per la categoria, il personale della Scuola rimane all’interno del proprio Istituto con riunioni infinite e altri impegni, che vanno ben oltre le famose 18/24 ore di lezione. E qualcuno vorrebbe che ci trascorresse persino buona parte dell’estate. Ma non si tiene in considerazione che gli insegnanti non dispongono di uffici personali e trascorrono il proprio tempo in classi sprovviste di condizionatori, presenti invece negli altri uffici pubblici, e non godono di buoni pasto.

Dall’altra parte emerge in questi giorni la notizia che il nuovo contratto degli Enti locali prevederebbe la facoltà di svolgere le 36 ore lavorative nell’arco di 4 giorni. Se a questa novità aggiungiamo la loro possibilità di effettuare lo smart-working, si nota come siano sempre più marcate le differenze tra il personale scolastico, figlio di un dio minore, e il resto del pubblico impiego.

È così strano quindi che si aspiri a una parte della PA dove vengono garantiti maggiori diritti? È così inspiegabile molti vogliano cimentarsi in un contesto diverso dello Stato?

Il gruppo MID, composto da più di 9900 insegnanti, coglie pertanto l’occasione per ricordare che continuerà con abnegazione la propria azione, al fine di superare l’odiosa discriminazione che impedisce il passaggio verso altro ramo della PA e l’ostracismo verso la categoria.

E chiede alle forze parlamentari e al Governo di smantellare il combinato disposto tra la 311/2004 e la 107/2016, malvagio incantesimo che di fatto costituisce una palla al piede per il personale scolastico e impedisce alla stessa PA di avvalersi della loro formazione e delle preziose competenze acquisite.

Il MID chiede di cancellare una limitazione che secondo molti osservatori confliggerebbe con l'art. 3 della Costituzione e con la direttiva europea 2000/78/CE sulle pari opportunità lavorative.

Il gruppo trova allucinante che continuino ad essere banditi posti anche negli uffici del Mim, senza che questi siano almeno in parte riservati agli insegnanti che ne facciano richiesta, o che possano transitarvi personale proveniente da altri comparti. Pur essendo dipendenti dello stesso Ministero, insegnanti e personale Ata vengono collocati in una bolla a compartimento stagni, ben separati dal resto della PA.

Alla luce di tali considerazioni il gruppo invita a superare prima possibile la questione, e rivendica:

  • che il personale scolastico possa partecipare ai bandi di mobilità intercompartimentale verso altro ramo della P.A., come avviene per il resto del pubblico impiego;

  • la possibilità di accedere all’eventuale carenza di posti emergenti dagli uffici del MIM, quali dipendenti dello stesso Ministero, senza bandire un concorso esterno già a partire dalla prossima selezione;

  • l’ottenimento dei buoni pasto;

  • il riconoscimento per tutta la categoria di professione usurante e l’ottenimento della pensione anticipata a 60 anni senza penalizzazioni.

Il gruppo richiede inoltre:

  • la mobilità annuale per i docenti di ruolo come avviene nel resto della PA, senza il vincolo triennale;

  • lo stop alla burocratizzazione della Scuola.

Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail