Stop ai test d'ingresso, ANDU: 'No ai filtri a Medicina'

Una battaglia di civiltà per eliminare i filtri a Medicina e garantire a tutti gli studenti il diritto a un futuro professionale equo.

A cura di Scuolalink Scuolalink
03 febbraio 2026 16:00
Stop ai test d'ingresso, ANDU: 'No ai filtri a Medicina' - ANDU
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L'attuale sistema basato sui filtri a Medicina rappresenta un ostacolo insormontabile per migliaia di aspiranti medici. È fondamentale promuovere una riforma strutturale che valorizzi il merito e garantisca una didattica inclusiva, eliminando finalmente barriere ingiuste e obsolete.

APPELLO Al Parlamento, al Governo, alla Stampa, al Mondo universitario: MAI PIU’ FILTRI A MEDICINA, BASTA CON LA GRATUITA VIOLENZA CONTRO DECINE DI MIGLIAIA DI GIOVANI E LE LORO FAMIGLIE

Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, e Andrea Lenzi, presidente del Gruppo ministeriale sull’accesso a Medicina, hanno ribadito che anche il prossimo anno sarà applicato il semestre filtro per l’ingresso a Medicina.

Si tratta di una grave scelta che non tiene in alcun conto il fatto che quanto era stato previsto dalle Associazioni della docenza, dalle Organizzazioni degli studenti, dai Sindacati dei medici, dalla stessa CRUI e da tanti altri è puntualmente avvenuto.

Infatti il semestre filtro:

1. non era praticabile perché oltre 60.000 studenti non potevano improvvisamente essere adeguatamente accolti dalle Università (aule, docenti, attrezzature); esso avrebbe inoltre comportato una didattica inevitabilmente carente e disomogenea, senza una valutazione attraverso veri esami da parte dei docenti che avrebbero svolto i corsi;

2. avrebbe prodotto uno stress tra gli studenti, costretti a una competizione selvaggia, invece che stimolato a una collaborazione con gli altri;

3. avrebbe enormemente alimentato l’industria della costosa preparazione privata (3 materie, 3-6 test e ora anche i corsi di recupero);

4. avrebbe aumentato a dismisura i ricorsi;

5. avrebbe comunque impedito, a metà anno, a oltre 30.000 studenti di proseguire negli studi di Medicina e, di fatto, avrebbe fatto perdere loro un anno;

6. avrebbe incrementato la corsa all’iscrizione alle costose (anche costosissime) università private nazionali e straniere.

Insomma è avvenuto tutto quello che in Francia era stato lungamente sperimentato e che era stato definito un «massacro generazionale», una «macelleria didattica», una «catastrofe», un «calvario», un «inferno», una «fossa dei leoni», una «follia».

Per impedire il ripetersi di questo scempio è indispensabile mobilitarsi tempestivamente affinché per il prossimo anno i giovani che volessero frequentare Medicina sappiano PRIMA dell’inizio dell’anno accademico se sono stati ammessi o meno, consentendo così a chi non lo sarà stato di scegliere di iscriversi ad altri corsi di laurea senza perdere un anno della loro vita scolastica.

Va anche impedito che la modalità di questa selezione danneggi i giovani che frequentano le scuole superiori: tutti gli studenti devono avere il diritto e il dovere di impegnarsi pienamente negli studi.

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