Stop alla consegna di cibo a scuola: arriva la stretta dei presidi
Il numero di istituti che vietano la consegna di cibo a scuola tramite rider è in aumento per garantire la sicurezza e l'ordine nelle classi.
Il fenomeno della consegna di cibo a scuola tramite piattaforme di delivery sta sollevando accese polemiche tra studenti e dirigenti scolastici. Quello che per i ragazzi rappresenta un servizio comodo e immediato, per l'istituzione scolastica costituisce un serio problema legato alla sicurezza scolastica e alla corretta gestione della vigilanza interna.
Il conflitto tra studenti e dirigenti scolastici
La divergenza di opinioni tra le parti è netta. Secondo recenti rilevazioni, la maggioranza degli studenti considera il divieto come una restrizione eccessiva, giustificando l'uso delle app di delivery con la carenza di servizi interni, come bar o punti ristoro adeguati. Per molti giovani, ordinare un pasto dall'esterno non è solo un vezzo legato ai trend di TikTok, ma una risposta a necessità logistiche quotidiane.
Le motivazioni della sicurezza scolastica
Dal punto di vista della gestione d'istituto, la consegna cibo a scuola comporta rischi strutturali non trascurabili. I presidi sottolineano tre criticità fondamentali:
Tracciabilità degli accessi: l'ingresso di fattorini esterni nei cortili o presso i cancelli rende difficile il controllo di chi accede agli spazi educativi.
Igiene alimentare: la scuola non può certificare la corretta conservazione o la salubrità di alimenti preparati e trasportati da soggetti terzi.
Interruzione della didattica: il continuo flusso di rider e lo scambio di denaro disturbano il normale svolgimento delle lezioni e della sorveglianza.
Casi di cronaca tra Napoli e Torino
Le circolari emesse in diverse città italiane confermano una linea di tolleranza zero. A Napoli, la presidenza del liceo Mercalli ha vietato l'introduzione di qualsiasi materiale, inclusa la consegna cibo a scuola, dopo l'inizio delle lezioni per non sovraccaricare il personale ausiliario. Analogamente, a Torino, l'istituto Giolitti ha richiamato le famiglie a una maggiore collaborazione, invitando i genitori a fornire ai figli il necessario prima dell'ingresso a scuola per evitare inutili interruzioni del processo di apprendimento.
Stop alla consegna di cibo a scuola: divieto esteso anche al personale
Il dibattito non risparmia il personale scolastico. In alcuni istituti, le restrizioni sulla consegna di cibo a scuola colpiscono anche docenti e collaboratori scolastici, scatenando proteste sull'equità di tali provvedimenti. Mentre per gli studenti il limite ha una valenza educativa e disciplinare, per gli adulti la questione assume contorni legati al benessere lavorativo, specialmente in assenza di servizi di ristorazione interni.