Studenti del Cicerone creano tecnologia per disabilità motorie
Innovazione e disabilità motorie: dal Cicerone un progetto inclusivo che merita il riconoscimento del CNDDU.
Gli studenti del Cicerone trasformano la tecnologia in autonomia, inclusione e diritti per persone con disabilità motorie.
Studenti del “Cicerone” di Sala Consilina progettano un dispositivo per favorire l’autonomia delle persone con disabilità motorie: riconoscimento del CNDDU
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime vivo apprezzamento per l’esperienza realizzata presso l’Istituto di Istruzione Superiore “M. T. Cicerone” di Sala Consilina (Sa), dove gli studenti della classe 5B Informatica e Telecomunicazioni hanno sviluppato un sistema innovativo capace di trasformare uno smartphone in uno strumento di controllo del computer destinato a persone con disabilità motorie.
L’iniziativa, nata con il supporto dei docenti Maria Manzo e Domenico Lombardi, si fonda sull’utilizzo di Arduino Leonardo e di un’applicazione mobile progettata dagli stessi studenti, in grado di tradurre i comandi touch in interazioni con il computer tramite connessione USB. Al di là dell’interessante dimensione tecnologica e progettuale, ciò che merita particolare attenzione è il valore umano e sociale che tale esperienza assume.
Esiste infatti una differenza sostanziale tra realizzare un dispositivo tecnologico e costruire una concreta opportunità di partecipazione. Nel primo caso si produce uno strumento; nel secondo si contribuisce a rimuovere ostacoli che limitano l’autonomia e la piena inclusione delle persone. Ed è proprio in questa prospettiva che il progetto del “Cicerone” assume un significato che va oltre l’ambito strettamente scolastico.
Troppo spesso l’innovazione viene raccontata attraverso numeri, prestazioni o nuovi scenari tecnologici; più raramente ci si interroga sulla sua funzione sociale e sul suo impatto nella vita delle persone. Una scuola che educa alle competenze del futuro non può prescindere da una riflessione etica sul senso dell’innovazione stessa. Occorre chiedersi non soltanto cosa sia possibile realizzare, ma anche per chi e con quale finalità.
L’accessibilità, infatti, non rappresenta un elemento accessorio, ma un principio che richiama il diritto all’uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione italiana e i principi espressi dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Le tecnologie assistive diventano strumenti attraverso cui la società sceglie di rendere concreti i diritti e non semplici soluzioni tecniche rivolte a specifiche categorie.
Accogliamo con favore le dichiarazioni della dirigente scolastica Antonella Vairo, che ha evidenziato il valore di percorsi didattici capaci di coniugare creatività, competenze e sensibilità sociale, così come l’attenzione del professor Domenico Lombardi verso una didattica laboratoriale che avvicini gli studenti alle esigenze del mondo contemporaneo.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che iniziative come questa possano trovare sempre maggiore spazio nel panorama scolastico nazionale, affinché i laboratori diventino autentiche officine di cittadinanza attiva, luoghi in cui il sapere tecnico e scientifico si trasformi in responsabilità condivisa.
La vera innovazione non è quella che rende il futuro semplicemente più avanzato, ma quella che rende il presente più accessibile, inclusivo e umano.
prof.ssa Debora Cavarretta, presidente CNDDU