Summer School AFAM: al via a Catania la prima edizione internazionale
L'Accademia di Belle Arti di Catania inaugura la Summer School AFAM dedicata alla ricerca artistica e alla valorizzazione del patrimonio.
A Catania si apre la prima Summer School AFAM, una straordinaria opportunità per la ricerca artistica contemporanea e l'innovazione. L'evento riunisce dottorandi e docenti da tutta Italia per valorizzare il patrimonio culturale.
Al via a Catania la prima Summer School Internazionale dei Dottorati AFAM
L'Accademia di belle arti inaugura la Summer School dedicata alla ricerca in Produzione Artistica e Valorizzazione del Patrimonio. La presidente Lina Scalisi: Viviamo un momento storico, una straordinaria accelerazione dei processi formativi e di ricerca, e Catania è stata tra le prime realtà a credere in questo percorso.
Catania, 23 giugno 2026 – È stata inaugurata questa mattina la prima Summer School Internazionale del Dottorato di Ricerca in Produzione Artistica e Valorizzazione del Patrimonio, promossa dall'Accademia di Belle Arti di Catania nell'ambito del progetto dottorale AFAM che coinvolge istituzioni artistiche e musicali di tutta Italia. Un appuntamento che riunisce a Catania dottorandi, docenti e studiosi provenienti da diversi contesti disciplinari per confrontarsi sui temi della ricerca artistica contemporanea, dell'innovazione e della valorizzazione del patrimonio culturale.
La Summer School rappresenta uno dei momenti più significativi del percorso formativo del Dottorato, istituito nel 2024 nell'ambito della riforma che ha introdotto anche nelle Accademie di Belle Arti la figura del dottore di ricerca, riconoscendo pienamente la ricerca artistica come ambito autonomo di produzione di conoscenza e innovazione culturale.
A dare il benvenuto ai partecipanti sono stati Enrico Foti, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Catania, Lina Scalisi, Prorettrice dell'Università degli Studi di Catania e Presidente dell'Accademia di Belle Arti di Catania, e Gianni Latino, Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Catania, che hanno sottolineato il valore strategico del dottorato di ricerca nelle istituzioni AFAM e l'importanza di creare connessioni tra ricerca, formazione, arti, nuove tecnologie e territorio.
«Viviamo un momento storico per il sistema AFAM: con l'introduzione dei dottorati di ricerca si è avviata una straordinaria accelerazione dei processi formativi e di ricerca, e Catania è stata tra le prime realtà a credere in questo percorso, costruendo un modello fondato sul dialogo tra saperi umanistici e scientifici, sulla condivisione di linguaggi e visioni e sul rafforzamento del legame tra istituzioni e territorio», ha dichiarato Lina Scalisi.
Nel suo intervento il Rettore Enrico Foti ha evidenziato il ruolo delle scuole internazionali come luoghi privilegiati di crescita culturale e professionale, capaci di favorire la trasversalità dei saperi e la costruzione di relazioni. «Attività come questa – ha aggiunto il Rettore - consentono di sviluppare competenze, interazioni e consapevolezze che nessuna piattaforma può sostituire. Solo attraverso il confronto umano si costruiscono davvero quel senso critico e quella sensibilità etica di cui la società ha bisogno».
Il Direttore Gianni Latino ha invece ricordato come il dottorato rappresenti una svolta storica per le Accademie di Belle Arti, sottolineando il risultato raggiunto dall'Accademia di Catania che, a soli due anni dall'avvio del percorso in forma associata, conta già 47 dottorandi attivi. «I nostri studenti sono veri artigiani intellettuali: tengono insieme il fare e il sapere, il laboratorio e la ricerca, costruendo nuove forme di conoscenza capaci di generare valore per la comunità» ha sottolineato Latino.
La Summer School è organizzata con il patrocinio dell’Università degli studi di Catania, che per l’occasione ha messo a disposizione i locali del suo Centro Universitario Teatrale (CUT) in Palazzo Sangiuliano, sede della tre giorni. Con la Direzione scientifica di Ambra Stazzone e Vittorio Ugo Vicari (che è anche il Coordinatore del Corso di Dottorato), essa si avvale di un qualificato Comitato scientifico composto da Simona Castellani, dell’Accademia di belle arti di Macerata; Donatello D’Angelo, dell’Accademia di belle arti di Firenze; Alberto Merzari, dell’Accademia di belle arti di Urbino; di Laura Ragusa, dell’Accademia di belle arti di Catania; e di Ivan Severi, dell’ISIA - Istituto per le Industrie Artistiche di Faenza.
Programma
Si comincia il 23 giugno con il Curriculum 1: Archivi e repertori teatrali: carte, costumi, scenografie, scenotecniche, repertori, drammaturgie e performance contemporanee, che propone il convegno Fare e condividere Teatro. Tra Archivio e Repertorio, a cura di Viviana Scalia. Partendo dall'idea che il teatro vive nella tensione continua tra memoria e scena, tra ciò che viene conservato e ciò che si rinnova ogni volta nell’atto performativo, il convegno riflette sul modo in cui il patrimonio teatrale viene oggi documentato, digitalizzato e valorizzato. Gli archivi non sono più soltanto luoghi della conservazione, ma diventano spazi attivi di produzione culturale e condivisione. Al centro dell'incontro il rapporto tra archivi, pratiche performative e comunità, con particolare attenzione ai processi di digitalizzazione e innovazione tecnologica, alle narrazioni orali, al teatro di figura e alle esperienze di teatro sociale. Interverranno: Alfredo García Femenia, del Museo Nacional de las artes escenicas de Almagro (Spagna); Annalisa Sacchi, dell’Università degli Studi IUAV di Venezia; Marianna Zannoni, della Fondazione Giorgio Cini di Venezia; Guido Di Palma, dell’Università degli Studi di Roma1, La Sapienza; Alessandro Pontremoli, dell’Università degli Studi di Torino.
Il 24 giugno si continua con il Curriculum 2: Design della comunicazione visiva e utilità pubblica, che presenta un secondo convegno dal titolo Lo sguardo del Design(er). Cultura del progetto e visual studies tra storia, ricerca e disillusione, a cura di Giorgia di Carlo. Partendo dalla storia recente della progettazione e giungendo alle teorie contemporanee del design, esperti del design e dei visual studies, dialogheranno sul rapporto che intercorre tra le pratiche contemporanee, la costruzione di immaginari collettivi e le comunità a cui parlano i designer, in un’ottica di riflessione sul ruolo e sull’agency assunti dalle pratiche progettuali all’interno delle comunità globali e locali. Ospiti relatori di questa seconda giornata sono: Cristina Chiappini, dell’Accademia di belle arti di Roma; Jonathan Pierini, dell’Università degli Studi di Urbino; Carlo Vinti, dell’Università degli Studi di Camerino; Maddalena Dalla Mura, dell’Università degli Studi IUAV di Venezia; e Vincenzo Estremo, della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Il 25 giugno si conclude la Summer School con il Curriculum 3: Nuove metodologie del contemporaneo nell’ambito delle arti visive, performative e applicate, che propone il convegno Arti visive, produzione e ricerca, archivi e dataset: storie, culture e prospettive, a cura di Francesco Lucifora. L’incontro indaga il presente e il futuro prossimo dell’arte attraverso lo sguardo di ricercatori impegnati su fronti differenti che convergono in una storia comune e trasversale, quella della relazione tra la produzione di segni e la cultura visiva come orizzonte in costante slittamento. L'indagine è condotta intorno alle azioni, agli interventi, alle opere e ai dispositivi: come la produzione artistica scelga direzioni anche ispirate dalla tecnologia, dalle interconnessioni di massa e da corrispondenze unificanti. Interverranno Licia Calvi, della Breda University of Applied Sciences (Paesi Bassi); Cecilia Guida, dell’Accademia di belle arti di Brera di Milano; Valentina Manchia, dell’Università degli Studi di Bologna; Lucia Miodini, del CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università degli studi di Parma; e Florian Weigl, del V2. Lab for the Unstable Media di Rotterdam (Paesi Bassi).
Le tre giornate saranno completate dalla presentazione in mostra dei poster che riguardano le ricerche dottorali dei corsisti dei tre curricula di XL e di XLI ciclo.
Il dottorato di ricerca in Scienze della produzione artistica e del patrimonio dell'Accademia di belle arti di Catania, finanziato dal MUR e dalla Regione Siciliana, è organizzato in forma associata con le Accademie di Belle Arti di Firenze, Macerata e Urbino, con il Conservatorio musicale “Vincenzo Bellini” di Catania, con l’ISIA – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Faenza e con l’Università degli Studi di Messina.