Tagli alla Carta del Docente 2026: importi ridotti sotto i 400 euro, la posizione della FLC CGIL
L'estensione ai precari riduce i fondi. La Carta del Docente 2026 scende sotto i 400 euro, scatenando le proteste sindacali nella scuola.
Il Governo rimodula i fondi per la Carta del Docente 2026. A seguito della sentenza europea sui supplenti, l'importo cala a meno di 400 euro. Il ritardo tecnico della piattaforma e il dibattito sull'inclusione del personale ATA alimentano il duro confronto tra Ministero e forze sindacali.
L'impatto della giurisprudenza europea sulla Carta del Docente 2026
La radicale revisione del bonus destinato all'aggiornamento degli insegnanti trae origine dalle direttive emanate dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che ha sancito il diritto al contributo anche per i docenti precari (titolari di contratti al 30 giugno o annuali). Analizzando in profondità i flussi normativi e le coperture a bilancio, emerge un evidente scollamento finanziario: l'allargamento della platea dei beneficiari non è stato bilanciato da un proporzionale aumento delle risorse. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha conseguentemente operato un ricalcolo al ribasso. L'importo individuale della Carta del Docente 2026 scenderà, per la prima volta in dieci anni, sotto la soglia dei 400 euro, perdendo il valore storico di 500 euro introdotto dalla Legge 107/2015.
Ritardi infrastrutturali e la denuncia della FLC CGIL
Le attuali criticità gestionali non si limitano esclusivamente ai parametri economici. A metà febbraio, a ridosso del secondo quadrimestre scolastico, l'infrastruttura telematica preposta all'erogazione dei voucher risulta ancora totalmente inattiva, paralizzando di fatto la formazione continua del corpo docente. La FLC CGIL ha espresso posizioni estremamente rigide al riguardo, inquadrando l'intera manovra istituzionale come un netto taglio lineare mascherato da adeguamento giuridico. I rappresentanti sindacali denunciano la tendenza dell'esecutivo a far ricadere i costi della compliance comunitaria direttamente sui lavoratori, frammentando le dotazioni economiche esistenti piuttosto che iniettare liquidità supplementare nel sistema.
Il nodo del personale ATA e le prospettive future
Le recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate dalla sottosegretaria Paola Frassinetti aggiungono un'ulteriore e complessa variabile al tavolo delle trattative: l'ipotetica estensione del beneficio anche al personale ATA. Pur rappresentando la risposta a un'istanza sindacale decennale in nome dell'equità lavorativa, questa prospettiva allarma il comparto dell'istruzione. Il fondato timore è che, in assenza di nuovi capitoli di spesa strutturali, l'ingresso degli ausiliari e degli amministrativi nel sistema dei voucher comporti una definitiva e drastica svalutazione dell'assegno. La richiesta perentoria indirizzata al Governo è il ripristino immediato dei fondi originari, affinché l'aggiornamento professionale torni a essere considerato un investimento strategico del Paese.