Tassa Imu 2026, pagamenti dal 16 giugno: chi deve versare e come evitare sanzioni

La tassa Imu torna con acconto, saldo, esenzioni e riduzioni: le regole per proprietari, usufruttuari e immobili speciali.

13 giugno 2026 09:00
Tassa Imu 2026, pagamenti dal 16 giugno: chi deve versare e come evitare sanzioni  -
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La tassa Imu 2026 riguarda chi possiede seconde case, immobili locati o fabbricati diversi dall’abitazione principale. Il primo appuntamento è fissato al 16 giugno 2026, mentre il saldo arriverà il 16 dicembre 2026. Prima di pagare è essenziale controllare le aliquote comunali, la categoria catastale e gli eventuali benefici, perché alcune situazioni possono ridurre l’importo o azzerarlo. Il Dipartimento delle Finanze conferma che la prima rata 2026 si calcola applicando aliquota e detrazione dei dodici mesi dell’anno precedente.

Chi deve pagare la tassa Imu

La tassa Imu è dovuta dai proprietari e dai titolari di diritti reali, come uso, usufrutto o abitazione, su immobili diversi dalla prima casa non di lusso. Rientrano nel pagamento seconde abitazioni, case sfitte, immobili affittati, uffici, negozi, capannoni, aree fabbricabili e, in alcuni casi, terreni agricoli. In caso di comproprietà, ogni soggetto versa in base alla propria quota. Se esiste un usufrutto, invece, paga l’usufruttuario, non il nudo proprietario. Restano escluse le abitazioni principali non classificate come A/1, A/8 o A/9.

Come si calcola e come pagare

Il calcolo parte dalla rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente previsto dalla categoria dell’immobile. Per le abitazioni del gruppo A, escluse le A/10, il moltiplicatore ordinario è 160. Sul valore ottenuto si applica l’aliquota comunale, verificando le delibere pubblicate. Il versamento può avvenire con modello F24, tramite home banking, banca, posta, Caf o commercialista. Molti Comuni permettono anche il pagamento con PagoPA, attraverso portali istituzionali e servizi digitali abilitati.

Riduzioni, esenzioni e casi particolari

Alcuni immobili consentono di pagare meno. Per le case affittate a canone concordato è prevista una riduzione del 25%, se il contratto rispetta gli accordi territoriali. Gli immobili inagibili o di interesse storico-artistico possono beneficiare, in presenza dei requisiti, della base imponibile ridotta del 50%. Per gli immobili occupati abusivamente, l’esenzione è possibile quando il proprietario ha presentato denuncia all’autorità giudiziaria e rispetta gli adempimenti richiesti, inclusa la dichiarazione dove prevista.

Come evitare sanzioni con il ravvedimento

Chi dimentica il versamento o paga meno del dovuto può correggere l’errore con il ravvedimento operoso, versando imposta, interessi e sanzione ridotta. La convenienza dipende dalla rapidità: nei primi giorni il costo è più basso, poi aumenta con il passare del tempo. L’Agenzia delle Entrate indica una sanzione ridotta per i ritardi brevi e specifica che, entro 15 giorni, si applica lo 0,83% per ciascun giorno di ritardo. Conviene quindi controllare subito scadenze, codici tributo e importi, evitando errori nel modello F24.

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