Terremoto in provincia di Palermo: scossa di magnitudo 3.1 a Blufi
Sisma registrato dall'INGV nel cuore delle Madonie: la profondità dell'ipocentro ha attenuato l'impatto e non si segnalano danni a cose.
Una scossa di terremoto nella provincia di Palermo ha interessato l'area delle Madonie nella serata di ieri. L'evento sismico, di magnitudo 3.1, è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV nel comune di Blufi, senza provocare danni a persone o infrastrutture.
Dettagli tecnici e rilevazioni dell'INGV sul sisma
Nella serata di mercoledì 28 gennaio, precisamente alle ore 20:42, la rete di monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha intercettato un movimento tellurico nell'entroterra siciliano. I dati validati dai sismologi indicano una magnitudo di 3.1 sulla scala Richter, un'intensità che, seppur strumentalmente chiara, rientra nella fascia dei fenomeni sismici lievi o moderati. Le coordinate geografiche precise dell'epicentro sono state individuate a latitudine 37.7627 e longitudine 14.0680.
Un fattore determinante per la percezione dell'evento in superficie è stata la profondità: l'ipocentro è stato calcolato a circa 38 chilometri sotto la crosta terrestre. Questa notevole profondità agisce come un "cuscinetto" naturale, attenuando l'energia sprigionata prima che raggiunga il suolo. Di conseguenza, nonostante la magnitudo superiore a 3.0, non sono giunte chiamate di soccorso ai vigili del fuoco né segnalazioni di criticità alla Protezione Civile. La scossa è passata quasi inosservata per la maggior parte della popolazione, evitando il panico che spesso accompagna eventi più superficiali.
Localizzazione nel cuore delle Madonie e contesto geografico
L'area epicentrale è stata circoscritta nel territorio di Blufi, un piccolo comune che sorge sul versante meridionale del complesso montuoso delle Madonie. Si tratta di una zona geologicamente attiva ma caratterizzata da una densità abitativa molto bassa. La localizzazione esatta pone l'evento in un contesto rurale, ben distante dai grandi centri urbani metropolitani. Il capoluogo siciliano, Palermo, si trova infatti a una distanza di sicurezza considerevole, motivo per cui in città il tremore non è stato minimamente avvertito.
Curiosamente, il capoluogo di provincia più prossimo all'epicentro non è Palermo, bensì Caltanissetta, situata a oltre 30 chilometri di distanza in linea d'aria. La geografia del luogo, fatta di colli e vallate interne, ha contribuito a isolare l'onda sismica. Blufi stesso è un centro di poche centinaia di anime, noto più per il santuario della Madonna dell'Olio che per la sismicità, e la struttura geologica del terreno in questo frangente ha risposto senza amplificazioni dell'onda sismica.
Terremoto provincia di Palermo: la situazione nei comuni limitrofi
L'analisi spaziale dell'evento mostra che il raggio di 10 chilometri dall'epicentro coinvolge esclusivamente piccoli borghi sparsi tra le province di Palermo e Caltanissetta, nessuno dei quali supera i 3.000 abitanti. Questa frammentazione demografica è un elemento chiave nella gestione del rischio sismico in Sicilia: la dispersione abitativa riduce drasticamente l'esposizione al rischio in caso di eventi di media intensità.
Allargando il raggio di osservazione a 20 chilometri, si incontrano altri sette municipi. Tra questi, il centro più rilevante è Castelbuono, che con i suoi quasi 9.000 residenti rappresenta il polo demografico principale dell'area interessata. Tuttavia, anche in questo caso, non si registrano testimonianze di avvertimento del sisma o danni strutturali agli edifici storici. La normalità è proseguita indisturbata in tutta la regione delle Madonie, confermando che questo terremoto nella provincia di Palermo rimarrà negli annali solo come un dato statistico per gli archivi della geofisica italiana.