Tetto di spesa detrazione spese istruzione 730/2026: ecco le novità

Il nuovo tetto massimo sale a 1.000 euro per ogni figlio a carico, aumentando il rimborso fiscale tramite la detrazione spese istruzione 730/2026.

06 luglio 2026 17:00
Tetto di spesa detrazione spese istruzione 730/2026: ecco le novità - Modello 730 precompilato
Modello 730 precompilato
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La nuova dichiarazione dei redditi introduce rilevanti modifiche per i contribuenti. La detrazione spese istruzione 730/2026 consente di ottenere un rimborso IRPEF più elevato grazie all'incremento delle soglie massime detraibili.

Come funziona la detrazione spese istruzione 730/2026

Il limite di spesa su cui si calcola il beneficio è passato da 800 a 1.000 euro per ogni figlio a carico. Questo aumento permette alle famiglie di avere uno sgravio fiscale superiore rispetto al passato. Il bonus mantiene l'aliquota del 19% sulle somme pagate. Il risparmio vero massimo per ogni studente sale da 152 a 190 euro l'anno. La norma copre i costi per la scuola dell'infanzia, le primarie e le superiori, sia per gli istituti statali sia per le scuole paritarie. Si tratta di un aiuto concreto per le spese che riduce la detrazione IRPEF dovuta dai genitori lavoratori. Questo meccanismo alleggerisce il carico per chi ha figli che studiano regolarmente durante tutto l'anno scolastico in corso.

Quali sono i costi ammessi e come documentarli

Per avere l'aiuto senza fare errori è utile capire quali costi inserire nel tetto. I genitori indicano nella detrazione spese istruzione 730 2026 diverse voci della vita scolastica dei figli. Le spese ammesse nel modello sono:

  • Le tasse di iscrizione e i contributi scolastici obbligatori.

  • I costi per il servizio di mensa scolastica.

  • Le quote per gite e polizze della scuola. I pagamenti devono essere fatti con metodi tracciabili. Ricevute e bonifici vanno tenuti con cura per i controlli dell'Agenzia delle Entrate. Sono esclusi i libri. L'agevolazione spetta anche se la scuola si trova in un altro comune.

Le tempistiche per ricevere il rimborso in busta paga

L'accredito dei soldi spetta secondo il calendario delle operazioni di conguaglio. I dipendenti che inviano il modello entro fine maggio vedono il conguaglio fiscale nella busta paga di luglio. Per i pensionati l'attesa si sposta ad agosto, mentre per gli invii successivi il pagamento segue l'ordine dei mesi fino a fine anno. Ogni cittadino può controllare i calcoli leggendo il prospetto di liquidazione 730-3 del CAF, o entrando nel cassetto fiscale online per vedere l'importo con lo SPID o la CIE. I rimborsi senza sostituto arrivano sul conto corrente bancario o postale dell'utente e sono pagati in modo diretto dallo Stato.

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