Torino, gelo al Bodoni Paravia: polemica sul riscaldamento e sul messaggio del Preside

Caldaia bloccata e 12 gradi in aula: il preside invita a coprirsi ma evita la chiusura. I sindacati attaccano sulla gestione dell'emergenza.

14 gennaio 2026 09:15
Torino, gelo al Bodoni Paravia: polemica sul riscaldamento e sul messaggio del Preside - Temperature minime a scuola
Temperature minime a scuola
Condividi

Disagi termici all'Istituto Bodoni Paravia di Torino, dove un guasto alla caldaia ha fatto crollare le temperature interne a 12 gradi. La dirigenza ha invitato via altoparlante studenti e personale a indossare abiti pesanti, evitando la sospensione delle lezioni. La gestione dell'emergenza ha scatenato le proteste dei sindacati.

Il guasto tecnico e l’annuncio all’interfono

Il rientro tra i banchi di lunedì 12 gennaio si è rivelato particolarmente difficile per la comunità scolastica di via Ponchielli, nel quartiere Barriera di Milano. A causa di un blocco dell'impianto termico verificatosi durante il fine settimana, le aule dell'istituto tecnico e professionale specializzato in grafica e fotografia si sono presentate gelide, con termometri fermi a circa 12 gradi centigradi e corridoi ancora più freddi. Di fronte all'evidente criticità climatica, alla seconda ora di lezione è stato diffuso un messaggio tramite gli altoparlanti della scuola: un invito formale rivolto a tutti i presenti a «coprirsi adeguatamente» nelle more dell'intervento tecnico. Nonostante la riparazione sia stata effettuata in poche ore da una ditta incaricata dalla Città Metropolitana, le condizioni ambientali iniziali non sembravano idonee al regolare svolgimento dell'attività didattica.

Circolare della vicepresidenza e gestione degli studenti

In attesa del ripristino della funzionalità della caldaia, la vicepresidenza ha emanato una circolare interna che ribadiva la necessità di proteggersi dal freddo, in attesa di comunicazioni ufficiali dagli enti preposti. La scelta operativa adottata non ha previsto la chiusura totale del plesso scolastico, generando una situazione ibrida. Hanno potuto lasciare l'edificio anticipatamente solo gli studenti in possesso di una specifica autorizzazione formale da parte dei genitori, mentre i docenti sono rimasti in servizio a macchia di leopardo: alcuni sono usciti al seguito delle classi svuotate, altri sono stati costretti a rimanere per sorvegliare gli alunni rimasti. Questa dinamica ha creato malumori tra il personale ATA e il corpo docente, evidenziando le difficoltà logistiche nel gestire un'emergenza improvvisa senza un protocollo di evacuazione totale.

Le critiche dei sindacati sulla sicurezza scolastica

La decisione di non sospendere le attività per causa di forza maggiore ha sollevato un'ondata di polemiche, culminata in un comunicato congiunto delle sigle sindacali Cobas Scuola e Flc Cgil. Le organizzazioni hanno definito la situazione con un «riso amaro», puntando il dito contro la gestione della sicurezza nell'ambiente di lavoro. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, costringere docenti e alunni a permanere per ore in ambienti con temperature ampiamente sotto la soglia del comfort termico rappresenta una violazione del benessere psico-fisico della comunità scolastica. Inoltre, alcuni insegnanti hanno segnalato una forma di discriminazione involontaria: non tutte le famiglie sono state raggiungibili telefonicamente per autorizzare l'uscita, costringendo alcuni ragazzi a restare al freddo mentre i compagni lasciavano l'istituto.

La replica del dirigente dell'Istituto Bodoni Paravia

Fermo nella sua posizione, il preside Luciano Mario Rignanese ha difeso la scelta di mantenere l'istituto aperto, sottolineando come l'interruzione di un pubblico servizio non sia una decisione da prendere con leggerezza. Il dirigente ha spiegato che riversare in strada circa mille studenti, in gran parte minorenni, con una temperatura esterna di meno un grado e senza preavviso alle famiglie, non avrebbe costituito una soluzione sicura. Il guasto, risolto nel pomeriggio permettendo il regolare svolgimento del corso serale, non è un caso isolato nel panorama edilizio scolastico torinese.

Nelle ultime settimane, simili disagi hanno interessato diverse strutture:

  • Il Liceo Einstein, che ha registrato problemi analoghi nella stessa mattinata.

  • L'istituto Zerboni, colpito da malfunzionamenti la settimana precedente.

  • Il Santorre di Santarosa, trasferito temporaneamente in via Vigone a dicembre.

Il vicesindaco Jacopo Suppo ha tuttavia rassicurato che si tratta di criticità singole su un patrimonio di oltre 150 edifici, confermando che gli investimenti in manutenzione stanno procedendo.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail