Uno studio del MIT rivela come ChatGPT indebolisca memoria e ragionamento dei ragazzi

Uno studio del MIT mostra come ChatGPT usato per i temi riduca la connettività cerebrale e indebolisca la memoria degli studenti.

08 luglio 2026 15:00
Uno studio del MIT rivela come ChatGPT indebolisca memoria e ragionamento dei ragazzi -
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Temi grammaticalmente perfetti ma stranamente vuoti: è la sensazione che molti docenti provano davanti agli elaborati costruiti con l'intelligenza artificiale. Una ricerca del MIT ha misurato per la prima volta cosa accade nel cervello di chi usa ChatGPT per scrivere. I risultati sull'attività neurale raccontano di connessioni che si spengono e di ricordi che svaniscono in fretta, lasciando dietro di sé pagine ordinate ma prive di pensiero personale.

L'esperimento con l'elettroencefalogramma

I ricercatori hanno coinvolto 54 studenti universitari di vari atenei americani. Il compito era semplice: scrivere tre brevi saggi in venti minuti. I partecipanti sono stati divisi in tre squadre:

  • il primo gruppo poteva usare solo il chatbot;

  • il secondo si affidava al motore di ricerca Google;

  • il terzo contava unicamente sulla propria mente.

Durante la prova, un caschetto registrava l'attività elettrica del cervello tramite elettroencefalogramma. Il confronto tra i tre gruppi ha offerto una fotografia chiara di come cambia lo sforzo mentale a seconda dello strumento scelto.

Memoria a breve termine e senso di proprietà

La differenza più netta è emersa dai monitor. Chi ha scritto senza aiuti digitali ha mostrato una connettività cerebrale altissima, segno dello sforzo per recuperare idee e dare forma al discorso. Chi si è affidato all'algoritmo ha registrato invece un crollo delle connessioni neuronali. Al momento della consegna è arrivata la prova più dura: citare a memoria una frase del proprio testo. Nel gruppo autonomo quasi tutti ci sono riusciti. Tra chi ha usato il software, l'83% ha fallito. La facilità del risultato genera un distacco dall'elaborato: i ragazzi si sentono correttori di bozze, non autori, e smettono di trasformare le informazioni in conoscenza duratura.

ChatGPT e il debito cognitivo dei testi senz'anima

L'abitudine alla scorciatoia digitale produce quello che gli studiosi chiamano debito cognitivo. In una prova a sorpresa, agli studenti abituati a ChatGPT è stato tolto ogni supporto: i loro tracciati hanno mostrato un cervello lento a riattivare i circuiti della creatività, quasi impigrito dalle sessioni precedenti. Il verdetto finale è arrivato da due insegnanti di inglese, chiamati a valutare i testi alla cieca. Hanno premiato le imperfezioni degli elaborati autonomi e bocciato quelli artificiali. La loro spiegazione: «Noi, come insegnanti di inglese, abbiamo percepito questi saggi come 'senz'anima', in un certo senso, poiché molte frasi erano vuote per quanto riguarda i contenuti e mancavano di sfumature personali».

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