Valditara apre al project financing: privati nella scuola pubblica per la gestione dei servizi
Il Ministro dell'Istruzione lancia la proposta di affidare ai privati la gestione ventennale dei servizi scolastici.
Sindacati in allarme per il rischio privatizzazione, mentre i dati del bilancio mostrano un aumento dei fondi alle paritarie e tagli reali alla statale. Il ministro Giuseppe Valditara delinea un piano per l'ingresso dei privati nella scuola pubblica tramite project financing. L'ipotesi prevede gestioni ventennali dei servizi, scatenando la dura reazione della Flc Cgil in difesa dell'istruzione statale e dei principi costituzionali.
Project financing nella scuola: la nuova visione del Ministero
Durante un recente convegno organizzato dall'Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), il titolare di Viale Trastevere ha tracciato le linee guida di una possibile rivoluzione gestionale per gli istituti italiani. L'idea centrale ruota attorno all'utilizzo del project financing come leva strategica: un meccanismo che consentirebbe a soggetti privati di gestire l'intera gamma dei servizi scolastici per periodi prolungati, ipotizzati nell'ordine dei vent'anni, a fronte di un contributo pubblico minoritario. Non si tratta di una mera speculazione teorica, bensì di un percorso operativo che il Ministro intende concretizzare rapidamente attraverso l'istituzione di un gruppo di lavoro ministeriale dedicato.
A supporto di questa visione, Valditara ha citato i dati comparativi internazionali: mentre la media degli investimenti privati nell'istruzione nei Paesi Ocse si attesta al 2%, l'Italia resta ferma allo 0,5%. L'obiettivo dichiarato è colmare questo divario, integrando capitali privati nel finanziamento del sistema pubblico. Questa strategia si allinea con la recente creazione di una direzione generale per il trasferimento tecnologico, concepita proprio per fungere da cerniera tra le necessità didattiche e l'offerta imprenditoriale.
Le critiche della Flc Cgil e il nodo della riforma 4+2
La proposta ha immediatamente sollevato un vespaio di polemiche, trovando la ferma opposizione delle parti sociali. La Flc Cgil, per voce della segretaria Gianna Fracassi, ha definito "gravissime" le esternazioni del Ministro, sottolineando una divergenza sostanziale sulla natura stessa dell'istruzione. Secondo il sindacato, equiparare la gestione scolastica a quella di infrastrutture come autostrade o parcheggi rappresenta un errore concettuale: la scuola, in quanto garante di diritti costituzionali, non può essere assoggettata a logiche di profitto.
Il timore espresso è che tale modello, presentato sotto l'egida dell'efficienza pragmatica, possa erodere le fondamenta dello Stato sociale. Tuttavia, l'apertura ai privati non giunge inaspettata per gli addetti ai lavori, inserendosi nel solco tracciato dalla riforma dell'istruzione tecnico-professionale (il modello 4+2) e del liceo del Made in Italy. In questi contesti, la compenetrazione tra aziende e istituti è già realtà, con i privati che, in specifici percorsi della filiera tecnica, possono influenzare la stessa programmazione pedagogica.
Bilancio 2026: fondi alle paritarie e welfare aziendale per i docenti
L'analisi dei flussi economici previsti nella legge di bilancio offre un quadro complesso della situazione finanziaria del comparto. Sebbene il governo rivendichi un incremento nominale di 875 milioni di euro per la scuola statale (raggiungendo i 57,9 miliardi), l'aumento percentuale dell'1,5% rischia di essere vanificato da un'inflazione programmata all'1,7% per il 2026, traducendosi di fatto in una contrazione delle risorse reali. Di contro, si registra un deciso potenziamento dei finanziamenti destinati alle scuole paritarie, che beneficiano di un incremento superiore al 10%, passando da 800 a 886 milioni di euro, affiancato da agevolazioni fiscali e bonus per le famiglie.
Parallelamente, mentre il problema del precariato rimane irrisolto con oltre 200.000 supplenze stimate, il Ministero ha rilanciato iniziative di welfare sussidiario. È stata annunciata l'attivazione di una piattaforma digitale che offre al personale scolastico sconti e agevolazioni su beni e servizi, dai trasporti alla sanità. Una misura che, sebbene presentata come supporto al potere d'acquisto, viene letta da una parte della critica come un palliativo rispetto alla necessità di rinnovi contrattuali adeguati al costo della vita.