Videosorveglianza a scuola: telecamere accese di giorno, arriva la sanzione del Garante
Telecamere attive di giorno e informative carenti: multa da 12.000 euro per un istituto. Le regole per il corretto trattamento dei dati.
L'implementazione della videosorveglianza a scuola esige la stretta osservanza delle direttive sulla privacy. Recentemente, il Garante Privacy ha sanzionato un istituto paritario per aver mantenuto le telecamere attive durante l'orario diurno, senza adeguate misure a tutela degli studenti e dei lavoratori. Questo caso evidenzia l'importanza di gestire il trattamento dati personali con la massima attenzione, evitando procedure improvvisate e rispettando le normative vigenti.
Le regole per la videosorveglianza a scuola
L'uso di impianti di ripresa negli edifici scolastici non è vietato in senso assoluto, ma è consentito esclusivamente per necessità inderogabili, come la protezione dell'edificio da atti vandalici.
Le riprese nelle aree interne devono avvenire unicamente a struttura chiusa.
L'angolo visuale delle telecamere esterne deve essere rigorosamente delimitato.
Nel provvedimento in questione, il sistema operava anche durante l'orario didattico, monitorando costantemente aree interne ed esterne soggette al passaggio quotidiano.
Lo statuto dei lavoratori e i permessi
Giustificare le telecamere appellandosi al "legittimo interesse" per la sicurezza del patrimonio non è sufficiente. Qualora l'impianto comporti anche solo il rischio potenziale di un controllo a distanza dei dipendenti, subentra la disciplina speciale dell'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Questo impone precise garanzie:
La stipula di un accordo sindacale.
In alternativa, l'ottenimento di un'autorizzazione formale dall'Ispettorato del Lavoro.
L'assenza di finalità disciplinari da parte della direzione non esonera la scuola dall'adempimento di tali garanzie procedurali.
I rischi del trattamento dati personali informale
L'indagine è scaturita dalla richiesta di risarcimento per l'infortunio di un alunno. Per documentare l'accaduto, un docente aveva registrato il monitor di sorveglianza utilizzando il proprio smartphone. Questa gestione amatoriale costituisce un grave illecito. Riprendere uno schermo con il cellulare genera un nuovo trattamento dei dati, non autorizzato, che:
Aumenta i rischi di duplicazione e dispersione dei file.
Viola il principio europeo di limitazione della finalità.
Elude le corrette procedure tecniche di estrazione sicura dai dispositivi di registrazione.
Valutazione d'impatto e regole di conservazione
L'istituto è stato sanzionato anche per pesanti lacune a livello di trasparenza e documentazione preventiva.
Informativa insufficiente: Un semplice cartello di avviso non basta. È obbligatoria un'informazione a due livelli: un cartello con i dati essenziali e un'informativa estesa facilmente reperibile (es. in segreteria o tramite QR code).
Mancanza di dpi: La valutazione d'impatto (DPIA) è un prerequisito obbligatorio da redigere prima di installare sistemi che monitorano aree pubbliche o che coinvolgono minori e personale lavorativo.
Conservazione errata: La cancellazione delle immagini deve avvenire in pochi giorni tramite sistemi automatici. Non è legalmente sostenibile conservare i filmati basandosi unicamente sullo "spazio disponibile" sui dischi di memoria.