Violenza giovanile a Catania, CNDDU: 'Investire su prevenzione e cultura della legalità'
Il CNDDU condanna la violenza giovanile a Catania: la sicurezza è un diritto, urgente investire su prevenzione e cultura della legalità.
L'aggressione di Piazza Stesicoro riaccende il dibattito sulla violenza giovanile. Non è un caso isolato, ma un allarme sociale che richiede risposte immediate. Il CNDDU invoca una solida strategia educativa per garantire sicurezza e futuro ai ragazzi.
Violenza giovanile a Catania: la sicurezza come diritto fondamentale e la prevenzione come dovere educativo
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime ferma condanna e profonda inquietudine per il grave episodio di violenza che ha coinvolto un minore di 14 anni, aggredito da un gruppo di coetanei nel cuore di Catania, in Piazza Stesicoro. Un fatto che supera i confini della cronaca locale e interroga, con urgenza, la coscienza civile e istituzionale della comunità tutta.
Non siamo di fronte a un evento isolato, ma a una manifestazione di un disagio giovanile sempre più evidente, che si esprime attraverso dinamiche di sopraffazione, violenza gratuita e appartenenza a gruppi informali che trovano riconoscimento nell’intimidazione e nel controllo dello spazio urbano. Le cosiddette baby gang rappresentano il sintomo di una frattura profonda nel tessuto educativo e sociale: una frattura che chiama in causa la responsabilità collettiva degli adulti, delle istituzioni e dei luoghi della formazione.
Particolarmente significativa è la presa di posizione di Andrea Perla, rappresentante di istituto e Presidente della Commissione Legalità della Consulta Provinciale Studentesca, che ha saputo esprimere una condanna netta dell’accaduto e una solidarietà autentica verso la vittima. La sua testimonianza, maturata anche nella condivisione dello stesso contesto scolastico del ragazzo aggredito, dimostra come il protagonismo studentesco possa e debba essere riconosciuto quale risorsa fondamentale nella promozione della legalità democratica e del rispetto dei diritti umani.
Il Coordinamento ritiene imprescindibile ribadire che la sicurezza non può essere considerata esclusivamente una questione di ordine pubblico, ma deve essere riconosciuta come un diritto umano essenziale, strettamente connesso alla dignità della persona, alla libertà di movimento e al diritto dei minori a vivere e attraversare la città senza timore. Ogni spazio urbano frequentato dai giovani — piazze, strade, luoghi di aggregazione — è, a tutti gli effetti, uno spazio educativo: quando tali luoghi diventano teatro di violenza, significa che la funzione educativa della comunità si è indebolita o è venuta meno.
La risposta a questi fenomeni non può limitarsi a interventi emergenziali o esclusivamente repressivi. È necessario un approccio sistemico e lungimirante, fondato su politiche di prevenzione strutturale che mettano al centro l’educazione ai diritti umani, alla cittadinanza attiva, alla gestione non violenta dei conflitti e al valore della responsabilità individuale e collettiva. In tale prospettiva, la scuola deve essere sostenuta e affiancata da una rete territoriale solida, che coinvolga enti locali, servizi sociali, famiglie, associazioni culturali e sportive, forze dell’ordine e realtà del terzo settore.
Riteniamo urgente investire in presìdi educativi permanenti nei contesti urbani più esposti, potenziare i servizi di ascolto e di supporto psicopedagogico per adolescenti in difficoltà, promuovere percorsi di partecipazione giovanile autentica e continuativa, capaci di offrire ai ragazzi occasioni di riconoscimento positivo, appartenenza e protagonismo responsabile. Solo così sarà possibile sottrarre terreno alla logica della violenza e dell’emulazione, restituendo ai giovani il senso di una comunità che non esclude, ma accompagna.
L’episodio di Piazza Stesicoro deve rappresentare un punto di svolta. Non può e non deve essere dimenticato. Ogni atto di violenza che coinvolge un minore è una sconfitta per l’intera società. Trasformare questa sconfitta in un’opportunità di riflessione e di azione concreta è oggi un dovere morale e istituzionale.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova il proprio impegno a promuovere, in ogni contesto educativo, una cultura della legalità sostanziale, della non violenza e del rispetto della persona, affinché nessun giovane sia lasciato solo e affinché il diritto a una vita sicura, libera e dignitosa diventi una realtà effettiva e condivisa.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU