Abruzzo, grave atto di bullismo: 17enne gettato nei rifiuti e percosso

La Procura dell'Aquila apre un'inchiesta sul violento episodio di bullismo costiero: indagati due giovanissimi per l'aggressione al coetaneo fragile.

15 febbraio 2026 20:00
Abruzzo, grave atto di bullismo: 17enne gettato nei rifiuti e percosso - Auto dei Carabinieri
Auto dei Carabinieri
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Un inquietante episodio di bullismo scuote la comunità della costa abruzzese. Un ragazzo vulnerabile è stato gettato in un cassonetto e malmenato: indagati due minorenni dalla Procura dell’Aquila.

Indagini in corso: la Procura accende i riflettori sull'aggressione

Un velo di inquietudine è calato su un noto centro della costa abruzzese in seguito a un episodio di cronaca che trascende la semplice "ragazzata" per sfociare nella violenza mirata. La Procura per i minorenni dell’Aquila ha agito con tempestività, aprendo formalmente un fascicolo e iscrivendo nel registro degli indagati due giovani. L'accusa, ancora in fase di definizione precisa, riguarda una brutale aggressione ai danni di un 17enne caratterizzato da una condizione di particolare vulnerabilità. La notizia, inizialmente trapelata attraverso le colonne del quotidiano regionale Il Centro, ha rapidamente sollevato interrogativi sulla sicurezza degli spazi pubblici e sulla tutela dei soggetti più fragili. Attualmente, i Carabinieri stanno conducendo accertamenti rigorosi per cristallizzare la dinamica dell'evento, vagliando ogni elemento utile a definire le responsabilità individuali dei ragazzi coinvolti.

La dinamica del bullismo: umiliazione e violenza fisica

Secondo la ricostruzione fornita dal padre della vittima, che ha sporto denuncia, l'aggressione si è consumata con modalità che denotano un preoccupante livello di crudeltà. Il giovane non sarebbe stato coinvolto in una semplice colluttazione, ma vittima di un atto di prevaricazione umiliante: prima spintonato con forza e successivamente sollevato e gettato all'interno di un cassonetto dei rifiuti. La gravità del gesto è stata amplificata dalla reazione degli aggressori al tentativo del ragazzo di liberarsi; mentre cercava di uscire dal contenitore, sarebbe stato infatti colpito ripetutamente con un bastone. Una scena che si è svolta in un luogo pubblico, interrotta soltanto grazie al senso civico di alcuni presenti. Questi testimoni, non voltandosi dall'altra parte, sono intervenuti allertando le Forze dell'Ordine e permettendo il soccorso al 17enne. Trasportato al Pronto Soccorso, i sanitari gli hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili con una prognosi di dieci giorni, certificando così anche l'impatto fisico, oltre che psicologico, del trauma subito.

La reazione della comunità e l'urgenza educativa

L'episodio ha generato una ferma condanna da parte delle istituzioni locali e riacceso il dibattito sulla necessità di contrastare il bullismo attraverso una rete di protezione più efficace. Se da un lato il genitore del ragazzo ha espresso pubblica gratitudine verso i cittadini intervenuti — dimostrazione che il tessuto sociale possiede ancora gli anticorpi contro la violenza — dall'altro emerge l'urgenza di un intervento strutturale. Non si tratta solo di perseguire i reati, ma di interrogarsi sul vuoto educativo che genera tali comportamenti nei minori. Scuola, famiglie e agenzie educative sono chiamate a un patto di corresponsabilità per prevenire derive aggressive che, colpendo i più deboli, feriscono l'intera collettività.

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