Abuso contratti a termine scuola, sentenza a Novara: maxi risarcimento ai precari

Il Giudice del Lavoro condanna il Ministero per l'abuso dei contratti a termine: riconosciuto un indennizzo record di 24 mensilità

17 gennaio 2026 09:45
Abuso contratti a termine scuola, sentenza a Novara: maxi risarcimento ai precari - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Una rilevante pronuncia del Tribunale di Novara sancisce un nuovo precedente sul precariato scolastico. Il giudice ha disposto un risarcimento di 24 mensilità per l'iterazione illegittima dei contratti a tempo determinato, accogliendo pienamente le istanze legali promosse dalla sigla sindacale a tutela del lavoratore.

I dettagli della condanna per abuso di contratti a termine

La decisione emessa dalla Sezione Lavoro del tribunale piemontese rappresenta un punto di svolta significativo nella giurisprudenza relativa al settore scolastico. Al centro del contenzioso vi è la condotta del Ministero dell'Istruzione e del Merito, sanzionata per aver reiterato l'utilizzo di contratti a scadenza in assenza di valide ragioni sostitutive o di un percorso di stabilizzazione. Il magistrato ha riconosciuto la sussistenza di un danno ingente per il dipendente, quantificando l'indennizzo in ben 24 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto. Tale somma supera notevolmente i parametri standard spesso applicati in contenziosi analoghi, evidenziando la gravità della precarizzazione prolungata subita dal personale scolastico.

Le motivazioni giuridiche e il ruolo della normativa europea

Alla base della sentenza vi è il recepimento dei principi comunitari che vietano l'abuso nella successione dei rapporti di lavoro a tempo determinato. La giurisprudenza, allineandosi alla Direttiva 1999/70/CE, ha stabilito che il rinnovo sistematico delle supplenze senza l'immissione in ruolo costituisce una violazione dei diritti fondamentali del lavoratore.

Elementi chiave valutati dal giudice:

  • La durata complessiva del servizio prestato senza continuità contrattuale.

  • L'assenza di procedure concorsuali o di stabilizzazione attivate nei tempi corretti.

  • La disparità di trattamento rispetto al personale di ruolo.

Questa interpretazione rigorosa della norma mira a disincentivare l'uso improprio del precariato come strumento ordinario di gestione delle risorse umane nella Pubblica Amministrazione.

L'azione legale della CISL Scuola e la tutela dei diritti

Il risultato ottenuto è frutto di una strategia difensiva articolata messa in campo dall'ufficio legale della CISL Scuola Piemonte Orientale. L'organizzazione sindacale ha fornito il supporto necessario per dimostrare, carte alla mano, l'illegittimità della condotta ministeriale. La sentenza non si limita a riconoscere il mero danno economico, ma riafferma la centralità della dignità professionale del personale docente e ATA. Attraverso questa vittoria, il sindacato ribadisce l'importanza di ricorrere alle vie legali quando i meccanismi di reclutamento statali falliscono nel garantire la stabilità lavorativa, trasformando l'eccezione della supplenza in una regola dannosa per la vita dei dipendenti.

Le prospettive future per il risarcimento del danno

L'ordinanza del Tribunale di Novara potrebbe generare un effetto domino su numerosi altri ricorsi pendenti in tutta Italia. Riconoscere un risarcimento del danno così elevato alza l'asticella delle tutele, offrendo una nuova speranza a migliaia di precari storici che attendono giustizia. Non si tratta più solo di ottenere la conversione del contratto o un indennizzo simbolico, ma di veder riconosciuto il pregiudizio economico ed esistenziale causato da anni di incertezza. Gli esperti del settore monitorano ora con attenzione le prossime mosse dell'Avvocatura dello Stato, poiché il consolidarsi di questo orientamento giurisprudenziale potrebbe costringere il Ministero a rivedere radicalmente le politiche di assunzione per evitare un esborso finanziario insostenibile nel lungo periodo.

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