AI e lavoro: a rischio 20 milioni di posti negli Usa, lo studio del Mit che preoccupa

L'impatto dell'intelligenza artificiale sul mercato occupazionale accelera, minacciando l'11% dei lavoratori americani secondo il Mit.

21 dicembre 2025 17:00
AI e lavoro: a rischio 20 milioni di posti negli Usa, lo studio del Mit che preoccupa - Catena di montaggio con i robot
Catena di montaggio con i robot
Condividi

Una ricerca del Mit dimostra che l’intelligenza artificiale è pronta a sostituire 20 milioni di americani. L'automazione del lavoro riguarda compiti ripetitivi e complessi, segnando un'accelerazione tecnologica senza precedenti nel mercato globale attuale.

L'impatto dell'intelligenza artificiale sul mercato

Secondo gli esperti del Massachusetts Institute of Technology, l’11,7% della forza lavoro statunitense svolge mansioni già tecnicamente automatizzabili. Non si tratta di scenari futuri, ma di una capacità reale dei sistemi attuali che coinvolge attività dal valore complessivo di 1.200 miliardi di dollari. L'analisi introduce l'Iceberg Index per spiegare come la maggior parte delle funzioni sostituibili resti invisibile alle valutazioni superficiali dei processi aziendali.

Molte professioni considerate sicure mostrano vulnerabilità inattese quando la tecnologia viene integrata nei flussi operativi. I dati della Federal Reserve di St. Louis confermano che le occupazioni più esposte all'automazione registrano tassi di disoccupazione superiori. Le attività maggiormente colpite includono:

  • Analisi di mercato (sostituibile al 53%);

  • Rappresentanza commerciale (sostituibile al 67%);

  • Programmazione e servizi contabili;

  • Diagnostica medica e redazione giornalistica.

Dagli Stati Uniti all'Europa: quali sono i rischi per l'Italia

L'ondata di licenziamenti che ha colpito il comparto tecnologico statunitense riflette una trasformazione profonda dei ruoli professionali intermedi. Esperti del settore come Dario Amodei avvertono che i modelli avanzati possono già gestire compiti complessi in uffici legali e centri diagnostici. La velocità del cambiamento rappresenta la sfida principale per il sistema economico, che fatica ad assorbire i lavoratori in uscita tramite programmi di riqualificazione.

Anche il contesto nazionale mostra segnali di allerta significativi per il prossimo futuro. Secondo le stime dell'Università di Trento, in Italia il rischio di sostituzione tecnologica riguarda una platea compresa tra 4 e 7 milioni di persone. I settori più esposti nel panorama italiano sono:

  1. Trasporti e logistica;

  2. Supporto amministrativo e d’ufficio;

  3. Produzione industriale e servizi alla vendita.

La transizione verso un’economia guidata dagli algoritmi richiede una risposta rapida delle istituzioni per evitare crisi occupazionali strutturali. La capacità di adattamento dei lavoratori sarà determinante per gestire un'automazione che corre più velocemente della formazione professionale tradizionale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail