Allarme CNDDU: inflazione erode il potere degli stipendi dei docenti, si intervenga subito

Il CNDDU chiede interventi urgenti contro l’inflazione che erode il potere d’acquisto e la dignità professionale degli insegnanti italiani.

A cura di Scuolalink Scuolalink
06 febbraio 2026 11:00
Allarme CNDDU: inflazione erode il potere degli stipendi dei docenti, si intervenga subito - Divario tra inflazione e stipendi reali
Divario tra inflazione e stipendi reali
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Il CNDDU denuncia la grave situazione economica del personale scolastico: l’inflazione colpisce duramente i beni essenziali, mettendo a rischio la dignità professionale. Serve un intervento immediato del Ministro Valditara per adeguare gli stipendi al reale costo della vita.

Inflazione “sotto controllo”, vita fuori controllo: la dignità del lavoro docente non può essere la variabile di aggiustamento

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per il ritorno di tensioni inflazionistiche che, pur mantenendo l’indice generale su valori contenuti, colpiscono con particolare durezza ciò che è essenziale e non rinviabile: alimentazione, abitazione, energia. Le stime provvisorie Istat di gennaio 2026 indicano un aumento mensile dei prezzi dello 0,4% e un’inflazione annua all’1%, ma segnalano soprattutto il peso crescente del cosiddetto “carrello della spesa”, salito al 2,1%, con dinamiche che si concentrano sui beni e servizi di uso quotidiano.

Questa forbice tra dato medio e spese incomprimibili non è un dettaglio tecnico: è il luogo in cui si misura la tenuta dei diritti sociali. Se il carrello cresce più dell’inflazione complessiva, significa che a pagare il prezzo della “stabilità” sono soprattutto le famiglie che non hanno margini di manovra. È un meccanismo regressivo che amplifica disuguaglianze già evidenti e che rischia di tradursi rapidamente in nuove tensioni sociali. In Italia una parte consistente delle famiglie vive con redditi contenuti, e ciò rende l’erosione del potere d’acquisto un tema di dignità, non solo di contabilità domestica.

In questo quadro, il CCNDDU richiama l’attenzione su una realtà spesso rimossa dal dibattito pubblico: l’impatto dell’inflazione sui redditi degli insegnanti. La condizione economica di molti docenti, di ruolo e non di ruolo, è diventata fragile e instabile, soprattutto per chi lavora lontano dalla propria residenza e sostiene costi doppi di vita, tra affitto, trasporti e spese quotidiane. Le rilevazioni sul mercato delle locazioni mostrano che l’avvio del 2026 vede ancora un incremento dei canoni e livelli medi elevati, con città come Milano e Roma su valori particolarmente onerosi al metro quadro. In tali contesti, parlare di “sostenibilità” del trasferimento è spesso una finzione: per molti docenti fuorisede il costo della vita è semplicemente improponibile.

A essere colpite in modo particolarmente duro sono anche le famiglie monoreddito degli insegnanti: nuclei in cui un solo stipendio deve sostenere affitto o mutuo, bollette, spesa alimentare, figli, scuola, salute. Quando aumentano proprio le voci che non si possono comprimere, il lavoro educativo rischia di essere svuotato di riconoscimento materiale, trasformandosi in una “missione” pagata con rinunce private. Non è accettabile che chi garantisce quotidianamente un servizio costituzionale essenziale sia costretto a scegliere tra continuità didattica e sostenibilità economica della propria vita.

Il CNDDU evidenzia inoltre un dato strutturale: la retribuzione degli insegnanti in Italia risulta penalizzata anche in prospettiva comparata. Le note Ocse segnalano che gli stipendi effettivi dei docenti italiani sono significativamente inferiori rispetto a quelli di altri lavoratori con pari livello di istruzione terziaria, un elemento che riduce attrattività della professione e, nel tempo, indebolisce l’intero sistema educativo. In altre parole, l’inflazione oggi non fa che accelerare una tendenza già presente: la progressiva perdita di valore reale del lavoro docente.

Per queste ragioni il CNDDU rivolge un appello forte e diretto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si riconosca che l’azione dell’inflazione sui redditi degli insegnanti non è un fastidio passeggero ma un’emergenza sociale che investe la scuola pubblica. Chiediamo un intervento immediato di sostegno al reddito dei docenti, perché la qualità dell’istruzione non può poggiare su stipendi che, nelle aree ad alto costo, non reggono più la vita ordinaria.

Il CNDDU propone che l’azione di contrasto sia concreta e misurabile, capace di incidere subito sul potere d’acquisto: serve un meccanismo di salvaguardia che protegga i redditi dall’aumento dei beni essenziali, legando una quota delle retribuzioni a indicatori che riflettano davvero la spesa quotidiana, come l’andamento del carrello della spesa rilevato da Istat, e non soltanto il dato medio. Serve inoltre una misura specifica per i docenti fuorisede che riconosca il costo dell’abitare nelle città dove si concentra l’offerta di lavoro scolastico: un sostegno stabile, legato a canoni effettivi e non simbolici, perché oggi l’affitto è diventato la principale tassa occulta sulla continuità didattica. Infine, è necessario un intervento immediato sul caro-energia e sulle spese incomprimibili, affinché le famiglie degli insegnanti – soprattutto quelle monoreddito – non siano costrette a colmare con debito o rinunce ciò che dovrebbe essere garantito da un salario dignitoso.

Non si tratta di “privilegi” ma di prevenire un impoverimento che ha conseguenze pubbliche: quando il reddito docente si erode, aumentano stress, mobilità forzata, abbandono della professione, discontinuità educativa. La scuola non può diventare un luogo in cui si insegna cittadinanza e diritti mentre chi la fa vivere sperimenta, nella propria quotidianità, la riduzione progressiva di quegli stessi diritti sociali.

Il CNDDU chiede quindi al Ministro Valditara un’assunzione di responsabilità immediata: arginare l’effetto dell’inflazione sui redditi dei docenti significa proteggere la tenuta della scuola pubblica, la coesione sociale e la credibilità delle istituzioni. Dove il costo della vita è improponibile per i docenti, la risposta non può essere l’adattamento individuale: deve essere una scelta politica, urgente e giusta.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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