Allarme personale ATA: a Pordenone si chiudono i bagni per mancanza di bidelli
Il deficit di personale ATA mette a rischio la gestione degli istituti friulani, rendendo difficile la sorveglianza scolastica e costringendo i dirigenti a misure estreme per il decoro.
La gestione della sicurezza e dell'igiene negli istituti del Friuli occidentale è diventata una sfida quotidiana complessa. A causa della riduzione strutturale del personale ATA, molte scuole si trovano nell'impossibilità di garantire una sorveglianza scolastica adeguata su tutti i piani degli edifici, portando all'adozione di provvedimenti drastici per tutelare i beni comuni.
Emergenza personale ATA a Pordenone
In una scuola secondaria di Pordenone, la dirigenza ha disposto la chiusura dei servizi igienici situati al primo e al secondo piano. Questa scelta è scaturita dall'impossibilità di monitorare aree frequentate da 460 alunni con un organico estremamente ridotto. Attualmente, la struttura può contare solo su:
Due unità per il turno della mattina.
Due unità per il turno pomeridiano.
Una figura con orario flessibile.
Questi numeri risultano insufficienti per coprire tre livelli di edificio, specialmente dopo diversi episodi di imbrattamento dei locali. Limitando l'accesso ai soli bagni del piano terra, l'istituto tenta di ottimizzare il controllo visivo da parte dei pochi collaboratori scolastici in servizio.
Difficoltà nella sorveglianza scolastica e prospettive future
Il problema non è circoscritto a un singolo episodio, ma riflette una crisi sistemica che colpisce l'intero comparto. I sindacati segnalano che i collaboratori scolastici devono spesso dividersi tra pulizie, mansioni amministrative e vigilanza degli ingressi, compiti che diventano incompatibili in contesti architettonici vasti.
Nonostante la flessione demografica prevista per i prossimi anni, le proiezioni indicano che il fabbisogno di personale ATA rimarrà critico. La mancanza di un turnover adeguato e la vastità degli spazi da presidiare rendono la situazione insostenibile, trasformando la chiusura delle aree scolastiche in una necessità logistica piuttosto che in una scelta disciplinare.