ANVUR e Università: il documento ANDU sul ruolo dell’Agenzia
ANVUR al centro dell’analisi ANDU dopo il documento ROARS su valutazione, autonomia universitaria e politiche di governo della ricerca.
L’ANVUR torna al centro del dibattito su università, ricerca e valutazione. L’ANDU ripercorre documenti, denunce e passaggi normativi che hanno segnato il sistema accademico italiano.
Il documento di ROARS sull’ANVUR
ROARS ha recentemente pubblicato l’interessante articolo ANVUR, la grande finzione: quindici anni di “indipendenza” al servizio dei partiti.
ROARS osserva che «l’università italiana è stata governata per 15 anni da una cabina di regia politica travestita da autorità neutrale. ANVUR è sempre stata il dispositivo bipartisan con cui governi di centrodestra e centrosinistra hanno commissariato università e ricerca».
Inoltre ROARS scrive che «l’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca, difesa e etichettata per un quindicennio come “indipendente”, è ed è sempre stata lo strumento, rigorosamente bipartisan, con sui sono state condotte le politiche di finanziamento e di reclutamento delle università italiane sottraendole di fatto al controllo parlamentare.»
ROARS ricorda che «ANVUR fu a suo tempo istituita dal ministro Mussi durante il secondo governo Prodi e resa operativa dalla Ministra Gelmini con la sua riforma nel 2010. Il direttivo di ANVUR è sempre stato di nomina governativa» e ricorda anche che essa «fu disegnata da Prodi-Mussi con il contributo chiave del sottosegretario Luciano Modica (PD) come strumento di modernizzazione forzata dell’università. Fu poi implementata dalla Riforma Gelmini e rafforzata da Matteo Renzi, ministra Valeria Fedeli, su consiglio dei Bocconi Boys.»
Da 20 anni l’ANDU denuncia e documenta la natura e il ruolo dell’ANVUR
Già nel settembre del 2006, prima della istituzione dell’ANVUR, l’ANDU aveva definito l’Agenzia di valutazione «uno strumento micidiale che darebbe ancor più forti poteri a quei poteri forti che da decenni fanno e disfano le leggi sull’Università per aumentare il proprio controllo sulle risorse pubbliche ad essa destinate. Un vero e proprio commissariamento dell’Università statale, affidato di fatto a quelle stesse forze che stanno lavorando per demolirla» e aveva inoltre rimarcato «la natura centralistica e dirigistica dell’Agenzia».
Inoltre l’ANDU già allora chiedeva «un sistema di valutazione che non deve tradursi in un maggiore controllo gerarchico delle carriere e che non ‘subappalti’ l’autonomia universitaria ai poteri forti politico-accademici, come accadrebbe con l’istituzione dell’Autorità per la valutazione prevista dal DDL dei DS. Un’Autorità questa che, in contrasto con l’autonomia didattica e di ricerca garantita dalla Costituzione, condizionerebbe i contenuti stessi della ricerca».
E ancora prima, nel febbraio 2006, al Forum dei DS a Milano, l’ANDU aveva affermato: «In Italia non può esistere un’Agenzia di valutazione terza; e se a dirigerla dovessero essere chiamati dei marziani, l’accademia che conta li ‘umanizzerebbe’ subito». V. anche nel documento Abolire l’ANVUR e le Abilitazioni.
Per conoscere meglio l’ANVUR, dalla sua costituzione ad oggi, inserire la parola ‘ANVUR’ qui (Ricerca avanzata).
Non solo l’ANVUR. Le tappe della demolizione dell’Università (1989-2026)
Quasi tutti i seguenti devastanti provvedimenti sono stati elaborati e/o approvati in maniera trasversale con, a volte, la formale e finta contrarietà delle ‘opposizioni’ di turno.
Nell’elaborazione e nell’approvazione di quasi tutte queste norme ha avuto un ruolo centrale Luigi Berlinguer che, con il suo Gruppo di Pontignano, ha operato assieme alla Confindustria (TreeLLLe). Per un approfondimento v. il punto 3. di questo documento.
I provvedimenti
Finta autonomia statutaria (1989) per salvaguardare le oligarchie degli atenei – Finta autonomia finanziaria (1993) per far gestire agli Atenei la riduzione progressiva dei finanziamenti – Finti concorsi locali (1997) e ASN (2010) per dare ulteriore spazio alla cooptazione-arbitrio personale – Introduzione del numero chiuso (1999) per negare ai giovani la scelta degli studi – Imposizione del “3 + 2″ (2000) con la frammentazione dei saperi – Invenzione dell’IIT (2003) costosissimo “giocattolo” ministeriale-confindustriale a discapito dell’Università – Istituzione “personalizzata” del SUM di Firenze e dell’IMT di Lucca (2005) – Svuotamento del CUN (2006) a favore della CRUI – Introduzione dell’ANVUR (2006) per commissariare l’Università – Messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori (2010) per moltiplicare i precari – Cancellazione di ogni parvenza di democrazia negli atenei (2010) con il rettore-padrone assoluto – Localizzazione dei collegi di disciplina (2010) per tenere meglio a bada i docenti – Istituzione dell’Human Technopole (2016) che è una sorta di duplicazione milanese dell’IIT di Genova – Invenzione della costosa Scuola superiore napoletana (2018) – Istituzione dell’ANR (2019) per controllare ancora di più l’Università e la Ricerca – Invenzione del Biotecnopolo di Siena (2021) – Mantenimento del precariato (2022 e 2025) – Semestre filtro (2025) – Mantenimento dell’ANVUR per continuare a commissariare l’Università (2025) – Delega in bianco per ‘aggiornare’ la Legge cosiddetta Gelmini (2025) – DDL sui concorsi per mantenere la cooptazione personale (2025-2026) – Mantenimento dell’inconsistente CUN (2026).