Aria condizionata nelle scuole: meno di un edificio su dieci ne dispone davvero

L'aria condizionata nelle scuole resta un'eccezione: pochi istituti italiani ne sono dotati durante gli esami di maturità.

19 giugno 2026 13:30
Aria condizionata nelle scuole: meno di un edificio su dieci ne dispone davvero - Condizionatore
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Durante la seconda prova scritta della maturità 2026, oltre mezzo milione di studenti affronta il caldo nelle aule. Il tema dell'aria condizionata nelle scuole torna centrale ogni anno, ma i dati mostrano una diffusione ancora molto limitata. Le ondate di calore colpiscono ormai anche giugno, rendendo il comfort termico degli ambienti scolastici una questione urgente e non più rinviabile per studenti e personale.

Aria condizionata nelle scuole: i numeri reali

I dati aperti del Ministero dell'Istruzione relativi all'anno scolastico 2022/23 raccontano una situazione lontana da una copertura diffusa. Su oltre 61mila edifici scolastici censiti in Italia, poco meno di 4mila risultano equipaggiati con sistemi di climatizzazione nelle aule. Si tratta di una quota che sfiora appena il 6,5% del patrimonio edilizio nazionale. Per più della metà delle scuole viene segnalata l'assenza totale di impianti di refrigerazione, mentre per una porzione consistente delle strutture i dati non sono disponibili.

Il ministro Giuseppe Valditara, intervenendo in un'intervista dedicata ai maturandi, ha confermato che durante le prove sarà possibile utilizzare i ventilatori. Ha sottolineato anche come gli investimenti degli ultimi anni abbiano fatto crescere, seppur lentamente, il numero di scuole climatizzate. Resta però evidente che la maggior parte degli edifici scolastici italiani è stata progettata decenni fa, in un contesto climatico molto diverso da quello odierno.

Caldo a scuola: effetti su salute e apprendimento

Il problema non riguarda solo la logistica degli esami. Diversi studi internazionali dimostrano che le temperature elevate influiscono negativamente su:

concentrazione e attenzione durante lo studio; prestazioni cognitive in fase di verifica o esame; benessere psicofisico generale di studenti e docenti; qualità del sonno nei giorni precedenti le prove.

Fino a pochi anni fa il condizionatore in classe era considerato un lusso accessorio. Il cambiamento climatico ha ribaltato questa percezione: oggi le ondate di calore iniziano già a fine primavera e si protraggono ben oltre giugno, sovrapponendosi sistematicamente al calendario scolastico e al periodo degli esami di Stato.

Edilizia scolastica e ruolo degli enti locali

Valditara ha ricordato un aspetto spesso sottovalutato: gli interventi strutturali dipendono in gran parte dagli enti locali, proprietari degli edifici scolastici. Per questo motivo il Ministro ha rilanciato l'idea di nuovi strumenti di sostegno economico mirati a incentivare gli investimenti in climatizzazione.

Il tema si collega al più ampio programma di rinnovamento dell'edilizia scolastica finanziato attraverso il PNRR. Numerosi cantieri sono ancora attivi in tutta Italia e parte dei fondi è destinata proprio all'efficientamento energetico: isolamento termico, ventilazione meccanica e impianti di climatizzazione rientrano tra gli interventi previsti. Resta da capire se questi lavori riusciranno a colmare il divario in tempi rapidi, vista la dimensione del patrimonio edilizio da riqualificare.

Comfort o diritto allo studio

La domanda di fondo resta aperta: l'aria condizionata nelle scuole deve essere considerata un comfort aggiuntivo o una componente essenziale del diritto allo studio in ambienti adeguati? Con un calendario scolastico che si protrae regolarmente fino a fine giugno e temperature estive che segnano record sempre più frequenti, la questione assume un peso crescente.

La maturità 2026 ripropone ancora una volta il problema, questa volta con un'urgenza maggiore rispetto al passato. Le famiglie, i sindacati e le associazioni di studenti chiedono interventi concreti, non solo annunci. Il prossimo anno scolastico potrebbe essere quello decisivo per capire se gli investimenti avviati produrranno risultati visibili nelle aule italiane.

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