Arretrati scuola e contratto: le parole di Castellana (Gilda) fanno presumere un ulteriore rinvio a settembre
Il rinnovo del contratto è firmato, ma gli arretrati scuola per i docenti dovrebbero arrivare tra agosto e settembre 2026.
Il calendario delle buste paga cambia ancora. Gli arretrati scuola attesi da mesi, così come risaputo, non arriveranno a luglio come si pensava all'inizio. Tutto si sposta in avanti. La parte economica del nuovo contratto è già chiusa, ma i tempi per vedere i soldi sul conto si allungano. Chi lavora nel comparto scuola vuole sapere una cosa sola: quando? Le indicazioni più recenti parlano di fine estate, con i primi effetti ad agosto e il saldo a settembre.
A che punto è il rinnovo del contratto
La firma sulla parte economica è arrivata il primo luglio in via definitiva. Questa è la parte che porta aumenti in busta paga e, appunto, gli arretrati scuola dovuti al personale. La parte normativa, invece, resta ancora aperta: l'ultimo incontro si è tenuto lo scorso 22 luglio e il lavoro riprenderà a settembre. Sono due binari diversi. Uno riguarda i soldi, l'altro riguarda le regole del rapporto di lavoro. Il primo è concluso, il secondo procede più lentamente e ha bisogno di altri passaggi tecnici prima di essere definito.
Arretrati scuola: le tappe dei pagamenti
I tempi non sono ancora certi, ma il quadro che emerge è abbastanza chiaro. Ecco cosa aspettarsi:
I primi benefici del nuovo contratto dovrebbero comparire nel cedolino di agosto;
Gli arretrati scuola veri e propri arriverebbero - secondo Castellana - tra la fine di agosto e l'inizio di settembre;
Il pagamento riguarda il personale docente e ATA con contratto attivo.
Inizialmente si era parlato di luglio, poi la data era scivolata ad agosto. Adesso il traguardo più realistico sembra settembre. Un rinvio che pesa sulle attese, ma che secondo i sindacati serve a evitare errori nei conteggi.
Le parole di Castellana della Gilda
Sul rinvio è intervenuto Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. Le sue parole - durante un intervista su La Tecnica della Scuola - spiegano bene la posizione sindacale e il senso della firma già apposta sulla parte economica. Il messaggio è chiaro: meglio pagamenti corretti che rapidi ma sbagliati.
«I primi benefici del contratto scuola si avranno ad agosto, mentre tra agosto e settembre arriveranno anche gli arretrati. Le risorse economiche non sono mai sufficienti ma comunque poco sarebbe cambiato se avessimo ritardato questa firma. Ci troviamo in una gabbia contrattuale. Se non avessimo firmato non sarebbe cambiato nulla», ha spiegato. E sulla qualità dei conteggi è stato netto: «Se devono fare come a febbraio che sono arrivati sbagliati, meglio che arrivino un mese dopo».
Perché la parte normativa richiede tempo
Il capitolo delle regole è più delicato. Alcuni aspetti hanno quasi vent'anni e vanno aggiornati, perché toccano la qualità del lavoro e i diritti del personale, spiega il sindacalista. Ogni modifica, però, deve avere un vincolo preciso: costo zero. Tra le novità già inserite c'è il tema dell'intelligenza artificiale applicata alla scuola. Sui tempi di chiusura, Castellana non si sbilancia: «Alcuni aspetti normativi sono vecchi di quasi 20 anni quindi qualcosa va rivisto, ne va della qualità lavorativa, parliamo di diritti. Qualsiasi cambio nella parte normativa deve avere costo zero», ha illustrato.
I prossimi passi al tavolo di confronto
Il percorso non si ferma a luglio. Prima del prossimo appuntamento ufficiale sono previsti dei tavoli intermedi di confronto. Al ritorno dalle ferie le parti avranno tra le mani una bozza con le eventuali proposte accolte. «Al prossimo incontro ci daranno la bozza con le eventuali proposte accolte. Prima del prossimo incontro, il prossimo 23 settembre, ci saranno tavoli intermedi. Non bisogna avere fretta, modificare errori è difficile», ha chiarito. La data chiave da segnare in agenda resta dunque il 23 settembre, quando si tornerà a discutere il testo.
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