Assegnazioni provvisorie 2026/2027: figli fino a 16 anni senza tutela
Assegnazioni provvisorie 2026/2027: docenti e famiglie chiedono il ripristino della deroga per figli fino a 16 anni
Sulle assegnazioni provvisorie 2026/2027 cresce la protesta: docenti, famiglie e figli under 16 chiedono rispetto, tutela e giustizia.
Assegnazioni provvisorie 2026/2027: negata la deroga per i figli fino a 16 anni. Famiglie abbandonate da Ministero e Sindacati, calpestato il diritto all'obbligo scolastico.
Il Comitato Docenti Immobilizzati esprime profonda amarezza e indignazione dinanzi al totale stato di abbandono in cui versano migliaia di lavoratori della scuola e le loro famiglie, lasciati soli sia dalle istituzioni politiche sia dalle sigle sindacali.
Da mesi chiediamo con forza che nel CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) per le assegnazioni provvisorie dell’anno scolastico 2026/2027 venga reinserita la deroga per i docenti con figli fino a 16 anni, una misura di puro buon senso presente nelle prime ipotesi contrattuali e successivamente cancellata nel silenzio generale.
Il paradosso: lo Stato impone l'obbligo scolastico, ma allontana i genitori
La cancellazione di questa deroga si scontra con una contraddizione giuridica ed educativa clamorosa. In Italia, la legge prevede l’obbligo scolastico fino a 16 anni: lo Stato, da un lato, riconosce la delicatezza di questa fascia d'età e impone ai ragazzi la permanenza nel sistema d'istruzione; dall'altro, impedisce ai loro genitori — che di quel sistema d'istruzione sono i pilastri — di stare loro accanto per supportarli e guidarli proprio negli anni più critici dello sviluppo e dell'adolescenza.
Come può un Paese che fa della natalità, del supporto alla famiglia e della tutela dei minori la propria bandiera politica, privare un ragazzo nel pieno dell'obbligo scolastico della presenza quotidiana di un genitore? La delusione per un abbandono bilaterale: Ministero e Sindacati complici
Assistiamo a una trattativa contrattuale che ha progressivamente accantonato i diritti dei figli minori per privilegiare altre tutele, come quelle relative ai genitori over 65. Senza nulla togliere ai diritti altrui, riteniamo incomprensibile questa scala di priorità.
Ciò che ferisce maggiormente è il senso di profondo abbandono che avvertiamo da parte di tutti gli attori al tavolo:
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che si mostra indifferente alle richieste di equilibrio e flessibilità di lavoratori che da anni garantiscono la continuità della scuola italiana a spese della propria serenità.
Le organizzazioni sindacali, che dopo proclami e promesse sembrano ormai aver derubricato la tutela dei figli under 16 a "battaglia marginale", accettando compromessi al ribasso sulla pelle delle famiglie.
Abbiamo rispettato le regole, accettato vincoli stringenti, sostenuto spese enormi per i trasporti e i doppi domicili, e continuato a fare il nostro dovere in classe con professionalità. In cambio, abbiamo ricevuto solo rinvii, indiscrezioni contrastanti e indifferenza.
Il nostro appello: se c'è la volontà, tutto si può fare
Non chiediamo privilegi. Chiediamo la restituzione di un diritto fondamentale: poter educare i nostri figli laddove lo Stato ne impone la tutela e l'obbligo formativo.
Siamo consapevoli che i margini di manovra ci sono e che, quando c'è la reale volontà politica e contrattuale, tutto si può fare. Non si tratti la vita delle persone come un mero calcolo burocratico: reinserire questa norma è possibile, serve solo la volontà di farlo.
Rivolgiamo un appello accorato e perentorio al Ministro dell’Istruzione e del Merito, alle forze politiche e ai vertici delle organizzazioni sindacali affinché si ponga rimedio a questa ingiustizia e venga immediatamente reinserita nel CCNI 2026/2027 la deroga per i figli fino a 16 anni.
Le famiglie della scuola meritano rispetto.
Comitato Docenti Immobilizzati