Assegno Unico figli a carico: nel 2026 rinnovo automatico e vincolo ISEE
L'INPS conferma i pagamenti d'ufficio ma richiede l'indicatore aggiornato per garantire le maggiorazioni e gli arretrati entro giugno.
La Circolare INPS n. 7 traccia la rotta per l'Assegno Unico 2026: confermata l'erogazione senza nuova istanza per le pratiche attive. Tuttavia, l'aggiornamento dell'ISEE entro marzo diventa dirimente per evitare il taglio dell'importo alla soglia minima e incassare le rivalutazioni.
Assegno Unico 2026: continuità dei pagamenti senza nuova istanza
Una delle conferme più attese dalle famiglie italiane è arrivata: l'iter burocratico per il mantenimento del sostegno economico viene drasticamente semplificato. L'INPS, attraverso la recente comunicazione ufficiale datata 30 gennaio 2026, ha stabilito che per l'annualità corrente non sarà necessario inoltrare una nuova domanda di accesso all'Assegno unico e universale (AUU). Tale disposizione si applica a tutti i nuclei familiari che vantano già una pratica in stato "accolta" e in corso di validità.
Il meccanismo, definito di "erogazione d'ufficio", garantisce la continuità del sussidio senza soluzione di continuità, sollevando i beneficiari dall'onere di ripresentare la documentazione, a meno che la precedente richiesta non sia stata oggetto di revoca, decadenza o respingimento formale. Questa procedura automatizzata mira a snellire la gestione amministrativa dell'Istituto e a garantire flussi di cassa costanti per i genitori, eliminando il rischio di vuoti normativi o ritardi tecnici nei primi mesi dell'anno.
Rivalutazione degli importi e adeguamento all'inflazione
Sul fronte prettamente economico, l'anno 2026 porta con sé un adeguamento delle cifre erogate, seppur contenuto. In ottemperanza alle normative vigenti che prevedono l'adeguamento delle prestazioni assistenziali al costo della vita, gli importi dell'assegno e le relative soglie ISEE sono stati rivisti al rialzo dell'1,4%. Questo incremento rispecchia fedelmente l'indice di inflazione calcolato dall'ISTAT per l'anno precedente.
Sebbene i nuovi valori siano tecnicamente operativi dal 1° gennaio 2026, i beneficiari noteranno l'aggiornamento effettivo nelle proprie disponibilità finanziarie solamente a partire dalla mensilità di marzo. In quella data, l'Istituto Previdenziale provvederà a versare non solo la quota aggiornata, ma anche il conguaglio relativo agli arretrati maturati nei mesi di gennaio e febbraio. È fondamentale notare che per il primo bimestre dell'anno, il calcolo della prestazione rimarrà ancorato all'ISEE valido al 31 dicembre 2025, garantendo una transizione morbida verso i nuovi parametri.
Scadenze ISEE e DSU: come evitare il taglio dell'assegno
Il punto nevralgico della circolare riguarda la gestione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Dal 1° marzo 2026, l'importo dell'Assegno Unico sarà determinato esclusivamente sulla base del nuovo ISEE. In assenza di una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata, il sistema farà scattare in automatico l'erogazione degli importi minimi previsti dalla legge, penalizzando di fatto chi avrebbe diritto a quote maggiori in virtù del proprio reddito.
Per chi non riuscisse a provvedere all'aggiornamento entro la fine di febbraio, il legislatore ha previsto una finestra di recupero temporale. Presentando la DSU entro il termine perentorio del 30 giugno 2026, sarà possibile ottenere il ricalcolo delle mensilità già erogate e il versamento dei relativi arretrati a partire da marzo. Oltre tale data, si perderà il diritto alle somme pregresse. Per facilitare l'adempimento, l'INPS ha potenziato i canali digitali: l'ISEE può essere richiesto in modalità precompilata sfruttando il Portale unico ISEE o, per una maggiore immediatezza, attraverso l'applicazione INPS Mobile.