Aumento stipendi ATA: a chi spettano le somme extra?

Ecco i dettagli sull'aumento stipendi ATA nel cedolino di febbraio 2026: importi, requisiti e modalità di erogazione per il personale.

22 febbraio 2026 08:00
Aumento stipendi ATA: a chi spettano le somme extra? -
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Il 2026 porta importanti aggiornamenti economici per i lavoratori del comparto scuola. All'interno del cedolino di febbraio 2026 è infatti confermato l'atteso aumento stipendi ATA, erogato sotto forma di indennità una tantum. Questa misura, derivante dal recente rinnovo contrattuale, compensa i periodi di ritardo nel rinnovo stesso, offrendo un beneficio forfettario che viene calcolato in base allo specifico inquadramento professionale di ciascun dipendente.

Requisiti per l'aumento stipendi ata

L'accredito dell'indennità è gestito in modo completamente automatico dal sistema NoiPA. Per poter beneficiare di questo pagamento, il dipendente deve rispettare due criteri essenziali sanciti dal contratto:

  • Inizio del servizio: il rapporto di lavoro deve essere stato avviato entro e non oltre il 31 dicembre 2023.

  • Continuità contrattuale: il contratto non deve risultare cessato in data antecedente a quella prevista per l'erogazione.

Importi previsti per le diverse aree professionali

L'entità della compensazione varia in funzione della qualifica ricoperta. Di seguito sono indicati i valori per i dipendenti a tempo pieno:

  • 84,40 euro lordi per i collaboratori scolastici.

  • 93,70 euro lordi per gli operatori e gli assistenti (tecnici e amministrativi).

  • 270,70 euro lordi per i funzionari e le posizioni di elevata qualificazione (ex DSGA).

Per il personale con contratto part-time, le cifre vengono riproporzionate in base alle ore di servizio effettive. Ad esempio, un incarico al 50% garantirà la metà dell'importo stabilito per l'area di riferimento.

Tempistiche di erogazione e arretrati personale ata

Le modalità di pagamento si differenziano a seconda della stabilità del contratto:

  • Personale di ruolo e supplenze annuali: l'importo viene liquidato in modo diretto nel flusso ordinario della busta paga di febbraio.

  • Supplenze brevi o saltuarie: la gestione risulta più articolata. Il sistema informatico deve sommare i vari periodi lavorati durante la vacanza contrattuale. Se il contratto è già terminato a gennaio e a febbraio non vi è servizio attivo, il lavoratore non riceverà l'indennità nel cedolino standard, ma tramite un'emissione speciale per i pagamenti arretrati, prevista presumibilmente tra marzo e aprile 2026.

Suggerimenti per il controllo del documento contabile

Si raccomanda di analizzare con cura la busta paga di febbraio. Risulta utile accertare la presenza della voce specifica riferita all'una tantum, l'accuratezza della cifra lorda spettante e l'esatta applicazione delle ritenute fiscali. Qualora l'accredito non andasse a buon fine, è essenziale verificare prima di tutto il possesso dei requisiti e, in un secondo momento, rivolgersi alla segreteria scolastica per eventuali chiarimenti.

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