Bolzano, multe ai genitori e obbligo di frequenza: la stretta contro le famiglie 'sbadate'
A Bolzano la legge Omnibus prevede multe ai genitori che non seguono la frequenza scolastica e i colloqui con i docenti.
Cambia qualcosa nella scuola altoatesina. La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato la legge Omnibus, che dal prossimo anno scolastico introduce multe ai genitori poco collaborativi. Le sanzioni vanno da 50 a 150 euro e colpiscono chi non garantisce la frequenza dei figli e chi salta i colloqui con i professori. Vediamo cosa cambia davvero per le famiglie e per gli studenti altoatesini.
Cosa prevede la legge Omnibus
La legge Omnibus è stata approvata dalla Giunta provinciale di Bolzano a metà giugno e diventerà operativa dal prossimo anno scolastico. Il testo, riportato dal Corriere della Sera, prevede sanzioni da 50 a 150 euro per i genitori che non rispettano tre obblighi precisi. Devono assicurare la frequenza scolastica dei figli, collaborare con l'istituto e presentarsi ai colloqui con i professori. Chi ignora questi doveri rischia una multa. È una misura pensata per rendere le famiglie più presenti nella vita scolastica dei ragazzi.
Le multe ai genitori e i dubbi delle famiglie
Non tutti sono d'accordo con la stretta. La Consulta provinciale dei genitori ha espresso forti perplessità sulle multe ai genitori introdotte dalla riforma. La critica principale riguarda la possibile arbitrarietà dei dirigenti scolastici nell'applicare le sanzioni. Secondo i rappresentanti delle famiglie, il rischio è colpire soprattutto chi vive in condizioni economiche e sociali più fragili. Una multa da 150 euro pesa in modo diverso a seconda del reddito. Il timore è che la norma finisca per penalizzare proprio i nuclei familiari già in difficoltà.
Nuove misure per ansia e fobia scolastica
La riforma non parla solo di sanzioni. Sono previste anche misure dedicate agli alunni con disturbi d'ansia o fobia scolastica. Per loro arrivano piani didattici individuali e interventi specifici, costruiti insieme ai servizi del territorio. Tra questi c'è il servizio sanitario, che avrà il compito di certificare il disturbo. In pratica la scuola potrà adattare il percorso alle reali condizioni dello studente. L'obiettivo è non lasciare indietro chi vive la scuola con forte disagio emotivo e aiutarlo a rientrare in classe con serenità.
Come cambia il secondo ciclo di istruzione
Cambia anche la struttura delle scuole superiori. Il secondo ciclo di istruzione passa da due bienni più un quinto anno a un biennio seguito da un triennio. Ci sono novità pure sui percorsi formativi:
i percorsi di scuola-lavoro sostituiscono quelli di orientamento;
sarà vietato impiegare gli studenti in attività ad alto rischio.
Con questa riorganizzazione la Provincia vuole avvicinare di più i ragazzi al mondo del lavoro. Allo stesso tempo punta a garantire ambienti sicuri durante le esperienze pratiche svolte fuori dall'aula.
Aumento degli stipendi per i docenti
Non è l'unica novità per le scuole altoatesine. La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato in via definitiva l'aumento salariale per docenti ed educatori delle scuole provinciali. Si tratta di 5.200 euro lordi in più all'anno, con effetto retroattivo dal primo gennaio 2026. Come riporta Ansa, l'ipotesi di contratto nasce da una trattativa avviata nell'autunno del 2025. Per i docenti provinciali l'aumento vale 400 euro lordi al mese per tredici mensilità. L'assessora al personale, Magdalena Amhof, ha spiegato la scelta: «Mettiamo così in atto, partendo dalle scuole provinciali, l'obiettivo che ci eravamo prefissati nel programma di coalizione, ovvero di remunerare meglio le professioni educative».
Segui tutti gli aggiornamenti di Scuolalink.it sul canale Telegram