Bonus Caregiver: requisiti ISEE e tempi reali per l'assegno da 400 euro
Il sussidio per l'assistenza domiciliare prevede criteri stringenti: analisi del DDL Anziani e delle tempistiche per l'erogazione dei fondi statali.
L'iter per il Bonus Caregiver è stato avviato, ma l'orizzonte temporale per i pagamenti punta al 2027. Analizziamo nel dettaglio i requisiti d'accesso per l'indennità destinata a chi assiste familiari con disabilità gravissima e situazioni economiche precarie.
Iter legislativo del Bonus Caregiver: perché i tempi si allungano
L'approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri avvenuta a metà gennaio rappresenta solamente il tassello iniziale di un mosaico legislativo complesso. Sebbene il disegno di legge sia approdato alla Camera dei Deputati il 6 febbraio, il percorso parlamentare impone passaggi obbligati che dilatano le aspettative: il testo dovrà essere esaminato dalle commissioni competenti, emendato e votato da entrambi i rami del Parlamento. Tuttavia, il vero scoglio non è solo burocratico, ma finanziario.
Analizzando le coperture economiche previste dal provvedimento, emerge un dettaglio cruciale spesso trascurato nella narrazione pubblica: lo stanziamento di 257 milioni di euro è programmato a decorrere dall'anno 2027. Questo implica che, salvo accelerazioni impreviste o modifiche sostanziali in fase di conversione, l'effettiva erogazione materiale del contributo non avverrà nell'anno corrente. Inoltre, l'operatività della misura sarà subordinata all'emanazione dei successivi decreti attuativi, strumenti indispensabili per definire le tecnicalità amministrative che spesso richiedono mesi di concertazione ministeriale.
Requisiti stringenti: Isee, residenza e carico assistenziale
La platea dei beneficiari è stata disegnata per intercettare esclusivamente le situazioni di massima fragilità socio-economica. Il sussidio non è universale, ma è subordinato a paletti rigidissimi. Il caregiver familiare — inteso come coniuge, convivente o parente residente — deve dimostrare di non avere un impiego a tempo pieno. La normativa richiede la certificazione, da parte dei servizi sociosanitari, di un impegno assistenziale non inferiore alle 91 ore settimanali: un carico di lavoro che configura, di fatto, un'assistenza totalizzante e incompatibile con altre attività lavorative strutturate.
Sotto il profilo economico, l'asticella è posta molto in basso. L'accesso è consentito solo ai nuclei familiari con un ISEE in corso di validità inferiore ai 15.000 euro. Vi è inoltre un vincolo reddituale individuale: il soggetto che presta cura non deve superare i 3.000 euro di reddito annuo lordo. Parallelamente, il familiare assistito deve essere titolare di indennità di accompagnamento e trovarsi in una condizione certificata di disabilità gravissima, necessitando di sorveglianza continuativa nelle 24 ore, vitale per la sua sopravvivenza.
Procedura di domanda e iscrizione al Registro dei Caregiver
Per quanto riguarda l'aspetto operativo, il disegno di legge introduce una novità strutturale: l'istituzione di un registro informatico dei caregiver. Questo database nazionale diverrà il prerequisito fondamentale per accedere a qualsiasi forma di sostegno. Solo dopo aver ottenuto la "certificazione" digitale del proprio status assistenziale sarà possibile inoltrare la richiesta per il beneficio economico.
La gestione delle pratiche sarà affidata, con ogni probabilità, ai canali telematici dell'INPS, supportati dalla rete capillare dei Patronati. Il meccanismo di pagamento delineato prevede rateizzazioni trimestrali: a fronte di un importo massimo teorico di 400 euro mensili, l'ente previdenziale erogherà bonifici cumulativi di 1.200 euro. Un aspetto positivo riguarda la natura fiscale dell'assegno: trattandosi di una misura di sostegno al welfare, la somma percepita sarà esentasse e non concorrerà a formare reddito, garantendo che l'indicatore ISEE del nucleo familiare rimanga invariato e non precluda l'accesso ad altre prestazioni sociali.