Bonus giovani under 35: verso la conferma anche per il 2026

L'emendamento al Milleproroghe punta a rinnovare l'incentivo da 500 euro mensili per chi avvia un'impresa in settori strategici: i dettagli.

27 gennaio 2026 16:30
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Il Bonus giovani under 35 2026 è a un passo dalla proroga ufficiale. Un emendamento bipartisan al decreto Milleproroghe mira a ristabilire l'incentivo da 500 euro mensili per i neoimprenditori in settori chiave, correggendo l'iniziale esclusione della misura dal testo governativo.

Il percorso legislativo del Bonus giovani under 35 2026 nel Milleproroghe

La vicenda legislativa legata al rinnovo dell'incentivo ha subito una svolta decisiva nelle aule parlamentari. Inizialmente escluso dalla prima stesura del provvedimento, il rinnovo del supporto all'imprenditoria giovanile sembra ora destinato a rientrare nel quadro normativo grazie a un intervento correttivo mirato. Le dinamiche di palazzo confermano che la cancellazione iniziale non derivava da una precisa volontà politica di tagliare i fondi, bensì da un mero ostacolo tecnico in fase di redazione.

Attualmente, l'attenzione è focalizzata sulla proposta di modifica depositata alla Camera dei Deputati, firmata dai parlamentari di Forza Italia Chiara Tenerini e Roberto Pella. Il testo dell'emendamento, che richiede l'estensione della misura fino al 31 dicembre 2026, ha raccolto un consenso trasversale, trovando sponda anche nelle proposte identiche presentate dalle opposizioni, specificamente dal Partito Democratico e da Italia Viva. Sebbene l'ufficialità sia subordinata al voto della Commissione e alla successiva conversione in legge del decreto, la convergenza politica suggerisce che il rinnovo sia ormai una formalità procedurale attesa dalla platea dei potenziali beneficiari.

Requisiti d'accesso e settori strategici per i neoimprenditori

L'impianto normativo del Bonus giovani under 35 è strutturato per abbattere le barriere d'ingresso al mercato del lavoro autonomo, ponendo condizioni estremamente chiare e prive di vincoli patrimoniali. A differenza di altre prestazioni assistenziali, infatti, non è richiesto alcun tetto ISEE né limiti reddituali pregressi. L'incentivo si rivolge esclusivamente a soggetti che, al momento della domanda, risultino disoccupati e non abbiano ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età.

Il fulcro della misura risiede tuttavia nella natura dell'attività avviata. Il legislatore ha vincolato l'erogazione del sussidio all'operatività in comparti definiti "strategici" per l'economia nazionale, come delineato nell'articolo 2 del decreto attuativo pubblicato la scorsa primavera. L'elenco delle attività ammissibili è vasto ed eterogeneo: spazia dall'intero comparto manifatturiero (tessile, farmaceutico, siderurgico, automotive, alimentare) alla gestione delle risorse idriche ed energetiche. Rientrano nel perimetro dell'agevolazione anche le costruzioni, le attività professionali tecniche, il settore turistico tramite le agenzie di viaggio e l'industria dell'intrattenimento, delineando un campo d'azione che copre buona parte del tessuto produttivo italiano.

Erogazione INPS e tempistiche per la domanda

Analizzando il lato economico, il bonus si configura come un sostegno alla liquidità per la fase di start-up: l'importo è fissato a 500 euro mensili, erogati per un periodo massimo di tre anni (36 mesi). Un aspetto cruciale per la pianificazione finanziaria del neoimprenditore è la modalità di pagamento: l'INPS non procede con accrediti mensili, bensì con un versamento anticipato in un'unica soluzione annuale pari a 6.000 euro netti, poiché la somma è esente da imposizione fiscale.

Per accedere ai fondi, l'iter burocratico richiede precisione nelle tempistiche. La domanda deve essere inoltrata telematicamente attraverso il portale dell'Istituto di Previdenza, accedendo con SPID o CIE alla sezione dedicata all'"Incentivo Decreto Coesione". La finestra temporale è stringente: l'istanza va trasmessa perentoriamente entro trenta giorni dalla data di iscrizione dell'attività. A tal fine, fa fede la data di invio della Comunicazione Unica al Registro delle Imprese, un dettaglio tecnico che, se trascurato, può comportare la decadenza dal beneficio.

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