Bonus mobili 2026: come funziona la detrazione nel Modello 730 per arredi ed elettrodomestici

Il Bonus mobili nel Modello 730 permette di recuperare il 50% della spesa per arredi ed elettrodomestici, ma solo se collegato a lavori edilizi.

03 giugno 2026 10:00
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Il Bonus mobili resta una delle agevolazioni fiscali più utili per chi rinnova casa dopo interventi di recupero edilizio. La misura consente di ottenere una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute per acquistare arredi, elettrodomestici e complementi destinati all’immobile ristrutturato. Il beneficio si indica nel Modello 730, ma per non perderlo è necessario rispettare limiti di spesa, tempi corretti, pagamenti tracciabili e requisiti energetici.

Bonus mobili: limite di spesa e rimborso nel 730

Il Bonus mobili consente di detrarre la metà della spesa sostenuta, ma il rimborso non arriva tutto insieme. L’importo viene diviso in dieci rate annuali di pari valore nella dichiarazione dei redditi. Il tetto massimo di spesa è pari a 5.000 euro per ogni unità immobiliare, comprese eventuali pertinenze. Di conseguenza, il risparmio fiscale massimo arriva a 2.500 euro, cioè 250 euro all’anno. Il limite può aumentare se i lavori riguardano più immobili distinti. Nei cantieri iniziati negli anni precedenti, invece, occorre sottrarre le somme già utilizzate in detrazione.

Lavori edilizi necessari per accedere al Bonus mobili

Per ottenere il Bonus mobili nel Modello 730 non basta acquistare nuovi arredi: l’acquisto deve essere collegato a un intervento di recupero edilizio avviato prima della spesa. Sono ammessi lavori come manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulla singola abitazione. Rientrano spesso anche interventi come la sostituzione della caldaia o l’installazione di condizionatori a pompa di calore, se rispettano i requisiti previsti. La manutenzione ordinaria, invece, vale solo per le parti comuni condominiali. La data di avvio lavori può essere provata con Cila, Scia o autocertificazione nei casi di edilizia libera.

Arredi ed elettrodomestici ammessi alla detrazione

La detrazione riguarda mobili nuovi come letti, armadi, tavoli, sedie, divani, librerie e apparecchi di illuminazione destinati all’immobile oggetto dei lavori. Restano esclusi, invece, elementi come porte, pavimenti, tende e altri materiali non considerati arredi agevolabili. Per i grandi elettrodomestici servono requisiti minimi di efficienza: i forni devono essere almeno in classe A, lavatrici e lavastoviglie almeno in classe E, frigoriferi e congelatori almeno in classe F. L’etichetta energetica è quindi un documento importante, perché dimostra il rispetto delle condizioni richieste per lo sconto fiscale.

Pagamenti tracciabili e documenti da conservare

Per non perdere il Bonus mobili, le spese devono essere pagate con strumenti tracciabili: bonifico, carta di credito, carta di debito o finanziamento rateale. Non sono ammessi contanti e assegni, perché impediscono di dimostrare correttamente la spesa. È fondamentale conservare fatture, ricevute, documenti edilizi, prova dei pagamenti e schede degli elettrodomestici. La documentazione va custodita per eventuali controlli fiscali. Inoltre, per alcuni elettrodomestici è richiesta la comunicazione all’Enea entro 90 giorni dal collaudo o dalla data prevista dalla procedura, così da completare correttamente l’iter.

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