Bonus under 35 in ritardo: perché il contributo da 500 euro non è ancora arrivato?
Il bonus under 35 per l’autoimpiego promette 500 euro al mese, ma molti giovani attendono ancora l’esito delle domande.
Il bonus under 35 per l’autoimpiego, annunciato nel 2024, resta al centro delle proteste di molti giovani imprenditori e lavoratori autonomi. La misura, pensata per sostenere nuove attività nei settori strategici, prevede un contributo, un aiuto all’autoimpiego e un sostegno fino a 500 euro al mese. Dopo rinvii, chiarimenti e modifiche, però, numerose domande risultano ancora in verifica. L’Inps ha spiegato che gli esiti delle istruttorie dovrebbero arrivare intorno al 10 giugno e che, per gli idonei, il pagamento seguirà entro cinque giorni bancabili.
Bonus under 35: cosa prevede la misura
Il bonus under 35 nasce con il decreto Coesione e riguarda i giovani con meno di 35 anni che hanno avviato, o intendono avviare, un’attività imprenditoriale tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. La misura è legata a settori considerati strategici, come tecnologia, digitale e transizione ecologica. Il contributo è pari a 500 euro al mese per un massimo di tre anni, con erogazione annuale fino a 6.000 euro e un totale potenziale di 18.000 euro. Per accedere all’aiuto, prima dell’avvio dell’attività era richiesto lo stato di disoccupazione.
Ritardi e domande ancora in verifica
Il percorso del contributo è stato rallentato da decreti attuativi arrivati tardi, modifiche operative e riaperture dei termini. Anche i titolari di partita Iva, inizialmente esclusi o comunque non chiariti in modo esplicito, sono stati poi inclusi tra i possibili beneficiari. Molti richiedenti, però, denunciano mesi di attesa senza una risposta definitiva. Le criticità principali riguardano:
tempi lunghi per la verifica dei requisiti;
incertezza sulle date di pagamento;
costi fiscali sostenuti da chi ha aperto o mantenuto l’attività contando sull’incentivo.
La posizione dell’Inps sui pagamenti
Secondo quanto comunicato dall’Inps, il blocco non dipenderebbe da mancanza di fondi, ma da controlli, istruttorie e acquisizione dei dati necessari. L’Istituto ha indicato il 10 giugno come data orientativa per la pubblicazione degli esiti. Dopo la comunicazione, gli aventi diritto dovrebbero ricevere il pagamento entro cinque giorni bancabili. Per le domande respinte, saranno rese note anche le modalità di ricorso. Resta però il disagio di chi ha costruito scelte economiche concrete su un sostegno pubblico annunciato da tempo, ma non ancora arrivato.