Borse di studio INPS: al via le domande per il sussidio da 2.000 euro, scadenza 2 marzo
Aperta la procedura per richiedere le Borse di studio INPS riservate a figli di dipendenti pubblici: scadenza fissata a marzo.
L’Istituto di previdenza ha attivato il portale per le Borse di studio INPS relative all’anno accademico 2023-24. Il contributo economico di 2.000 euro supporta il percorso di studi di universitari e laureati meritevoli, con una finestra temporale per le istanze che si chiuderà a inizio marzo 2026.
Dettagli e beneficiari del sussidio accademico
L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha reso operativo il nuovo bando di concorso finalizzato all'erogazione di contributi economici a sostegno della formazione terziaria. Questa misura di welfare non è universale, ma si rivolge specificamente ai figli o agli orfani di iscritti a determinati fondi previdenziali: la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, la Gestione Assistenza Magistrale e il Fondo IPOST. L'iniziativa mira a rimborsare e sostenere le spese sostenute per l'istruzione universitaria, riconoscendo un importo onnicomprensivo di 2.000 euro per ogni studente avente diritto.
È fondamentale sottolineare che il beneficio copre sia i corsi di laurea tradizionali che i percorsi di specializzazione post-lauream. Tuttavia, l'ammissibilità è strettamente legata alla natura del corso frequentato: sono inclusi i titoli conseguiti presso atenei esteri (in ambito UE), a patto che siano legalmente riconosciuti e equipollenti ai titoli italiani, mentre restano esclusi dal sussidio i Master di primo o secondo livello, i dottorati di ricerca e i corsi frequentati in modalità part-time.
Requisiti di merito per le Borse di studio INPS
L'accesso alla misura non è indiscriminato, ma subordinato a stringenti criteri di eccellenza accademica e anagrafica. Per poter inoltrare la richiesta, il candidato deve avere un'età inferiore ai 32 anni alla data di scadenza del bando. Il filtro più selettivo riguarda però il rendimento: gli studenti iscritti ai corsi di laurea devono vantare una media ponderata non inferiore a 24/30, un indicatore che premia la costanza nel percorso di studi.
Per coloro che hanno già concluso il ciclo di studi nell'anno accademico di riferimento (2023-2024), il voto di laurea diventa il parametro decisivo: è richiesto un punteggio minimo di 88/110 per i neolaureati e di 92/110 per chi richiede il sostegno per corsi di specializzazione successivi alla laurea. L'esperienza insegna che anche la regolarità amministrativa è cruciale: non sono ammessi studenti che risultino fuori corso o ripetenti nell'anno accademico oggetto del bando, ed è necessario aver completato tutti gli esami previsti dal piano di studi annuale.
Iter telematico e scadenze per l'invio dell'istanza
La procedura amministrativa è interamente digitalizzata e richiede una certa dimestichezza con gli strumenti di identità digitale. Le domande possono essere trasmesse dalle ore 12.00 del 29 gennaio 2026 fino al termine perentorio delle ore 12.00 del 2 marzo 2026. L'accesso al Portale prestazioni welfare avviene esclusivamente tramite SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS.
Un aspetto tecnico spesso sottovalutato, che può bloccare l'iter, riguarda la certificazione economica: è indispensabile aver già presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica per ottenere l'ISEE valido per "prestazioni universitarie". Sebbene l'INPS acquisisca il dato automaticamente, l'assenza di un ISEE valido al momento del click finale inibisce l'invio. Inoltre, è necessario specificare un codice IBAN intestato o cointestato al richiedente per l'accredito delle somme. In caso di refusi o inesattezze nella compilazione, il sistema prevede una "rete di sicurezza": la funzione Riesame permette di correggere eventuali errori entro il 9 marzo 2026, garantendo così che difetti formali non pregiudichino l'assegnazione del contributo.