Burnout docenti e ricercatori esclusi dai lavori gravosi: Anief contesta l’INPS

Il sindacato denuncia l’assenza di scuola media-superiore, università, Afam e ricerca dagli elenchi per l’accesso alla pensione anticipata.

05 giugno 2026 11:00
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L’aggiornamento INPS sui lavori gravosi riapre il tema del burnout docenti e del riconoscimento dello stress professionale nel pubblico impiego. Secondo Anief, l’esclusione di insegnanti di scuola secondaria, ricercatori, personale universitario e Afam penalizza categorie esposte a pressione psicologica, precarietà e sovraccarico lavorativo. Il nodo riguarda l’accesso a misure come Ape sociale, pensione anticipata per lavoratori precoci e vecchiaia senza adeguamento alla speranza di vita.

Burnout docenti, il nodo dei lavori gravosi

L’INPS ha aggiornato la classificazione delle professioni ammesse ad alcune forme di uscita anticipata dal lavoro, ma nell’elenco dei lavori gravosi non compaiono ancora diversi comparti della conoscenza. Anief contesta questa scelta, sostenendo che il burnout docenti, lo stress lavoro-correlato e il logoramento mentale non possano essere ignorati. Per il sindacato, insegnare nella scuola secondaria, lavorare nella ricerca pubblica o nell’Afam significa affrontare responsabilità crescenti, carichi amministrativi, gestione di classi complesse e percorsi professionali spesso segnati da instabilità, sottovalutazione e stipendi bassi.

La posizione di Anief contro l’esclusione

Il presidente nazionale Marcello Pacifico chiede di considerare tra le professioni usuranti anche scuola, università, Afam e ricerca. Secondo Anief, circa 1,4 milioni di lavoratrici e lavoratori restano senza adeguata tutela, pur essendo esposti a forme più o meno evidenti di disagio professionale, affaticamento mentale e malessere psicofisico. La critica riguarda anche la scarsa valorizzazione economica e sociale di figure altamente qualificate, spesso costrette a lunghi periodi di precariato e a spostamenti lontani dalla famiglia. Per il sindacato, ignorare questi fattori significa non riconoscere il rischio concreto di ammalarsi a causa del lavoro.

Pensione anticipata e tutela della salute

Le misure come Ape sociale e pensione anticipata restano oggi collegate a categorie considerate particolarmente esposte a fatica o rischio, tra cui operai edili, infermieri, addetti alla vendita, conduttori di macchinari e insegnanti dell’infanzia e della primaria. Restano invece fuori i docenti della scuola media e superiore, insieme a ricercatori e personale di università e Afam. Anief chiede una revisione che tenga conto non solo della fatica fisica, ma anche della salute mentale, del carico emotivo e della responsabilità educativa. Il messaggio è chiaro: prevenire il burnout significa proteggere i lavoratori e migliorare la qualità del sistema formativo.

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