Burnout docenti e stress da lavoro correlato: ruolo e obblighi del Dirigente Scolastico

Analisi delle procedure normative (D.Lgs 81/08 e DPR 171/2011) e delle responsabilità del dirigente nella gestione dello stress da lavoro-correlato.

19 gennaio 2026 20:00
Burnout docenti e stress da lavoro correlato: ruolo e obblighi del Dirigente Scolastico - Burnout
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La gestione del burnout nel contesto educativo impone al Dirigente Scolastico precise responsabilità. Analizziamo il quadro normativo, dal D.Lgs 81/08 alle procedure di accertamento medico d'ufficio, per garantire la tutela della salute psicofisica del personale e la sicurezza degli studenti.

Il Dirigente Scolastico come datore di lavoro: oltre il D.Lgs 81/08

Il ruolo del Dirigente Scolastico ha subito una metamorfosi radicale negli ultimi due decenni, trasformandosi da garante didattico a vero e proprio Datore di Lavoro con oneri specifici in materia di sicurezza. La normativa di riferimento, il D.Lgs 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza), non lascia spazio a interpretazioni: la salute non è intesa solo come assenza di malattia, ma come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.

In questo scenario, la valutazione dello Stress Lavoro-Correlato (SLC) diventa un obbligo non delegabile. Il Dirigente deve inserire tale analisi nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), avvalendosi della collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e del Medico Competente. Non si tratta di un mero adempimento burocratico ("carte a posto"), ma di una presa di coscienza attiva: la scuola è un ambiente ad alto rischio psicosociale, classificato tra le helping professions, dove l'usura emotiva può compromettere gravemente la qualità dell'insegnamento e, di riflesso, l'incolumità degli alunni.

Dal monitoraggio all'intervento: riconoscere i segnali d'allarme

Prima di arrivare agli strumenti coercitivi, esiste una zona grigia che richiede una spiccata sensibilità manageriale e umana. Il burnout non esplode dall'oggi al domani; si manifesta attraverso segnali progressivi che il Dirigente ha il dovere di intercettare. Parliamo di indicatori sentinella come l'aumento dell'assenteismo, frequenti conflitti con colleghi o genitori, calo drastico delle performance didattiche o reazioni emotive sproporzionate.

L'errore più comune è confondere il disagio patologico con la negligenza disciplinare. Mentre la seconda si affronta con sanzioni, il primo richiede un approccio medico-legale. Qui entra in gioco la capacità del Dirigente di documentare i fatti in modo oggettivo. Non servono diagnosi "fai da te" (che esporrebbero al rischio di denunce per mobbing), ma relazioni puntuali su comportamenti osservabili: un docente che manifesta aggressività verbale in classe o apatia profonda sta inviando un segnale che, ai sensi dell'art. 2087 del Codice Civile, impone al datore di lavoro di intervenire per tutelare l'integrità fisica e morale dei prestatori di lavoro e dell'utenza.

La procedura normativa: l'Accertamento Medico d'Ufficio e il DPR 171/2011

Quando la prevenzione fallisce e il disagio diventa evidente, la "guida normativa" fondamentale è rappresentata dal DPR 171/2011. Questo regolamento disciplina la risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità psicofisica permanente. A differenza della sorveglianza sanitaria ordinaria, che è a tutela del lavoratore, l'Accertamento Medico d'Ufficio è uno strumento a tutela dell'amministrazione e dell'utenza.

Il Dirigente Scolastico ha la facoltà (e l'obbligo, in certi casi) di inviare il dipendente alla Commissione Medica di Verifica (CMV) operante presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). La richiesta non deve essere generica: deve essere corredata da una relazione dettagliata che evidenzi "disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti". È cruciale comprendere che il rifiuto del dipendente di sottoporsi alla visita, se reiterato ingiustificatamente, può portare alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Sospensione cautelare: quando la sicurezza dell'utenza è prioritaria

L'aspetto forse più delicato, ma necessario, è previsto dall'articolo 6 del DPR 171/2011. In presenza di comportamenti che facciano presumere un pericolo immediato per l'incolumità degli studenti (si pensi a casi di instabilità emotiva grave in classe), il Dirigente può disporre la sospensione cautelare del docente prima ancora che venga effettuata la visita medica.

Questa misura, sebbene estrema, evidenzia la priorità assoluta della tutela del minore. La sospensione non è una sanzione disciplinare, ma una misura di salvaguardia. Durante questo periodo, il Dirigente deve agire con estrema rapidità per attivare la CMV. L'esito dell'accertamento potrà variare dall'idoneità piena, all'inidoneità temporanea, fino all'inidoneità permanente (assoluta o relativa alle mansioni). In quest'ultimo caso, si apre il complesso capitolo della ricollocazione del personale in mansioni non docenti o, nei casi più gravi, la dispensa dal servizio.

Human Insight: Il peso della solitudine decisionale

Spesso il Dirigente Scolastico si trova schiacciato tra l'incudine delle famiglie (che pretendono, giustamente, docenti equilibrati) e il martello delle tutele sindacali. Avviare una procedura di accertamento medico d'ufficio è umanamente devastante. Significa, spesso, sancire la fine della carriera di un collega che magari ha dedicato trent'anni alla scuola prima di crollare.

Tuttavia, il "finto buonismo" che porta a coprire o minimizzare i problemi è il danno maggiore che si possa arrecare alla scuola pubblica. Un docente in burnout non soffre solo individualmente; "contagia" il clima della classe e della sala professori. La vera competenza del Dirigente non sta solo nell'applicare il comma di una legge, ma nel gestire questo processo con fermezza procedurale e, al contempo, rispetto per la dignità della persona, evitando che l'accertamento sanitario venga percepito come una punizione, ma piuttosto come una necessaria presa d'atto di uno stato di salute che richiede cura, lontano dall'aula.

In sintesi...

Quali sono gli obblighi del Dirigente Scolastico sul burnout? Il Dirigente, come Datore di Lavoro (D.Lgs 81/08), deve valutare il rischio da Stress dal Lavoro-Correlato nel DVR e adottare misure di prevenzione. Ha inoltre l'obbligo di intervenire in caso di evidente inidoneità psicofisica del personale.

Come si attiva l'accertamento medico d'ufficio? La procedura è regolata dal DPR 171/2011. Il Dirigente invia una richiesta motivata alla Commissione Medica di Verifica (CMV) presso il MEF, allegando una relazione sui comportamenti gravi e ripetuti osservati.

Il Dirigente può sospendere un docente prima della visita medica? Sì, l'art. 6 del DPR 171/2011 prevede la sospensione cautelare immediata se sussiste un pericolo per l'incolumità degli studenti o del personale, in attesa dell'esito dell'accertamento sanitario.

Qual è la differenza tra Medico Competente e Commissione Medica di Verifica? Il Medico Competente si occupa della sorveglianza sanitaria ordinaria e periodica. La CMV (organo del MEF) interviene per accertare l'idoneità al servizio su richiesta dell'amministrazione (o del dipendente) in casi di patologie invalidanti o disturbi comportamentali gravi.

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