Caivano, preside condannata: maxi risarcimento per il depennamento di un docente dalle GI

Il Tribunale di Napoli Nord sanziona l’esclusione illegittima dalle graduatorie: indennizzo di 10 stipendi per l’errore sul titolo di studio.

06 febbraio 2026 19:00
Caivano, preside condannata: maxi risarcimento per il depennamento di un docente dalle GI - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Una recente sentenza del Tribunale di Napoli Nord stabilisce un precedente significativo nel mondo scuola: il depennamento dalle graduatorie istituto effettuato con superficialità costa caro alla dirigente, ora obbligata a risarcire il docente precario illegittimamente escluso.

Il caso a Caivano: conseguenze del depennamento dalle graduatorie istituto

La gestione delle risorse umane nelle istituzioni scolastiche richiede un equilibrio delicato tra rigore formale e tutela dei diritti dei lavoratori. Tale equilibrio sembra essere mancato in un istituto di Caivano, nel napoletano, dove una controversia amministrativa si è trasformata in una pesante condanna per il Dirigente Scolastico. La protagonista della vicenda, la preside E.C. — figura nota per aver ispirato la fiction televisiva "La Preside" — è stata condannata a risarcire circa 16mila euro a un insegnante precario.

La vicenda ha origine nell'ottobre 2022. Il docente, convocato per una supplenza, si è trovato nell'impossibilità oggettiva di presentare la pergamena di laurea originale, avendola smarrita. Nonostante avesse fornito tempestivamente la denuncia di smarrimento, unitamente ai certificati di laurea e diploma, la segreteria scolastica ha proceduto all'archiviazione della pratica, invitando il candidato a cercare incarichi altrove. Una procedura che, agli occhi di un esperto del settore, appare subito eccessivamente rigida, considerando la validità legale delle autocertificazioni e delle denunce agli organi di polizia in attesa di duplicato.

La dinamica dei fatti: dal contratto ad Arzano all’esclusione

Le ripercussioni di quell'atto amministrativo non si sono limitate alla mancata assunzione a Caivano. Pochi giorni dopo l'accaduto, il docente aveva regolarmente sottoscritto un contratto a tempo determinato con un istituto superiore di Arzano. Tuttavia, la scure burocratica si è abbattuta nuovamente su di lui: il 18 ottobre, la scuola di Caivano ha notificato un decreto di rettifica che disponeva il depennamento dell'insegnante da tutte le graduatorie d'istituto, per ogni classe di concorso e ordine di scuola.

Questo provvedimento ha generato un effetto domino devastante. Il contratto in essere ad Arzano è stato immediatamente risolto e l'insegnante si è ritrovato in un limbo professionale, impossibilitato a ricevere nuove convocazioni per l'intero anno scolastico 2022-2023 e, fatto ancor più grave, per l'anno scolastico successivo. Chi vive la scuola sa bene che un decreto di esclusione, se non impugnato, equivale a una "morte professionale" per il precario, cancellando anni di servizio e punteggio accumulato.

La sentenza del giudice del lavoro: condanna e risarcimento danni

Il ricorso presentato dai legali del docente ha trovato accoglimento presso la sezione lavoro del tribunale campano. Il giudice ha operato un distinguo tecnico fondamentale: sebbene il decreto della preside potesse avere fondamento per l'anno in corso (2022-2023) a causa delle tempistiche documentali, è stato giudicato totalmente illegittimo per gli anni successivi, incluso il 2023-2024.

L'autorità giudiziaria ha ravvisato una condotta caratterizzata da "superficialità" nell'estendere l'esclusione oltre il ragionevole, impedendo al lavoratore di esercitare la professione in futuro. La quantificazione del danno è severa: il risarcimento equivale a circa dieci stipendi mancati. Questa sentenza rappresenta un monito per i Dirigenti Scolastici: l'esercizio del potere di controllo sui titoli deve essere sempre accompagnato da una valutazione attenta delle conseguenze, poiché la responsabilità civile può ricadere direttamente su chi adotta provvedimenti espulsivi senza solide basi giuridiche.

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