Caldo nelle aule, Castellana (Gilda): 'Meno del 10% delle classi è climatizzato, apprendmento a rischio'
Il caldo nelle aule italiane mette a rischio l'apprendimento: la Gilda degli Insegnanti lancia l'allarme sul clima scolastico.
Il caldo nelle aule è diventato un problema urgente nelle scuole italiane. Con l'arrivo della bella stagione, le temperature salgono e le classi si trasformano in ambienti insopportabili. Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha lanciato un allarme chiaro: meno del 10% delle aule scolastiche dispone di un sistema di climatizzazione. Una situazione che, secondo i dati Ocse, compromette direttamente la capacità di apprendimento degli studenti. Non si tratta di un disagio passeggero, ma di un'emergenza strutturale che colpisce istituti da Nord a Sud, peggiorata dalla presenza di classi sovraffollate e da decenni di investimenti insufficienti sull'edilizia scolastica.
Dati Ocse: il calore abbassa le performance scolastiche
Uno studio recente dell'Ocse ha confermato ciò che molti insegnanti sanno bene: il caldo nelle aule riduce la capacità di concentrazione degli studenti e abbassa le loro performance. Quando le temperature superano la soglia di comfort, il cervello fa più fatica ad elaborare le informazioni. Il risultato è una didattica meno efficace e studenti sempre più difficili da coinvolgere. Castellana ha sottolineato come il problema sia amplificato dalle cosiddette classi pollaio: «Molte classi raggiungono e superano i 30 alunni». Più corpi in uno spazio ristretto significano più calore, meno aria e condizioni sempre meno gestibili per chi deve insegnare.
Pnrr e edilizia scolastica: occasioni sprecate
Il sindacato non risparmia critiche sulla gestione dei fondi del Pnrr. Secondo Castellana, le risorse disponibili avrebbero potuto essere usate meglio per migliorare le strutture scolastiche. Le sue parole sono dirette: «Abbiamo sprecato molte occasioni – afferma Castellana – molti progetti e risorse potevano essere destinati all'edilizia, realizzando magari interventi più strutturali». I numeri parlano chiaro:
oltre 40.000 plessi scolastici censiti in Italia;
condizioni di inadeguatezza diffuse su tutto il territorio nazionale;
meno del 10% delle aule climatizzate.
La richiesta avanzata è concreta: rivedere l'anagrafe dell'edilizia scolastica nazionale per avere un quadro reale e aggiornato dello stato degli edifici. Senza dati affidabili, non è possibile pianificare interventi efficaci.
Calendario scolastico: l'Italia è tra i paesi con più ore di lezione
Sul tema del calendario scolastico, Castellana apre un fronte nuovo. L'Italia è tra i Paesi europei con il maggior numero di giorni di scuola. Prolungare ulteriormente l'anno scolastico per compensare carenze assistenziali esterne alla scuola non è la soluzione giusta. «Ogni estate è sempre lo stesso problema. L'Italia è la nazione d'Europa con più giorni di scuola, i ragazzi hanno bisogno di una pausa». Il confronto con altri Paesi dal clima simile è illuminante: Spagna e Grecia adottano calendari analoghi, soffrono le stesse ondate di calore e non trasformano la scuola in un rifugio per tamponare i vuoti dello Stato sociale.
Scuola parcheggio: il problema culturale da affrontare
La critica più dura di Castellana riguarda la funzione che la società attribuisce alla scuola. L'istituzione scolastica finisce spesso per farsi carico di responsabilità che non le appartengono. «Sulla scuola si scarica tutto ciò che lo Stato non riesce a dare». Il rappresentante della Gilda è esplicito: bisogna ripensare come organizzare la formazione e l'intrattenimento dei giovani durante i mesi estivi, senza scaricare tutto sull'istruzione pubblica. La sua conclusione è tagliente: «È inevitabile pensare – conclude – che in troppi credono che la scuola sia un parcheggio». Un modello da superare, non da consolidare.