Scuola al 31 agosto, i bagnini criticano la Regione: rischio per il turismo

La scuola al 31 agosto divide famiglie, Regione e operatori balneari: la sperimentazione apre il confronto sulla Riviera romagnola.

24 maggio 2026 13:30
Scuola al 31 agosto, i bagnini criticano la Regione: rischio per il turismo  -
Condividi

L'inizio della scuola il 31 agosto accende lo scontro in Emilia-Romagna. La Regione ha annunciato una sperimentazione di pre-scuola nelle elementari di Rimini e di altri 41 comuni, con attività educative, sportive e culturali, senza lezioni obbligatorie. L’obiettivo dichiarato è aiutare le famiglie nella gestione dei figli prima dell’avvio ufficiale dell’anno scolastico. Ma per gli operatori della Riviera il messaggio rischia di essere dannoso: se passa l’idea che la scuola riparta già a fine agosto, il turismo balneare potrebbe subire un forte contraccolpo.

Inizio della Scuola al 31 agosto: i timori degli operatori

I bagnini riminesi contestano la scelta perché il calendario scolastico influenza direttamente le prenotazioni. Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini e delle imprese balneari di Confartigianato, parla di errore grave: anche se la misura è facoltativa e limitata alle elementari, può far percepire il 31 agosto come fine simbolica della stagione. Secondo gli operatori, la Riviera lavora molto con famiglie emiliane e romagnole, che organizzano ferie e weekend in base alla scuola, al mare e ai servizi disponibili. Anticipare anche solo in parte il rientro rischia quindi di ridurre presenze, consumi e lavoro.

Turismo balneare e stagione sempre più lunga

La protesta nasce anche da una contraddizione: da anni il settore chiede di allungare la stagione e valorizzare settembre, mese ormai sempre più importante per clima, eventi e vacanze brevi. Gli operatori sostengono che, con temperature spesso ancora estive, settembre non possa più essere trattato come un periodo marginale. Per questo la sperimentazione viene letta come un segnale poco coerente con la destagionalizzazione, gli investimenti e la promozione turistica. Patrizia Rinaldis invita a chiarire che non si tratta di un obbligo e auspica che l’iniziativa resti un sostegno sociale alle famiglie, senza penalizzare le imprese.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail