Caldo nelle aule scolastiche durante la Maturità: a Brescia dieci prof denunciano condizioni difficili

Il caldo nelle aule mette a rischio gli esami: dieci docenti bresciani denunciano le condizioni insostenibili durante la Maturità.

02 luglio 2026 17:00
Caldo nelle aule scolastiche durante la Maturità: a Brescia dieci prof denunciano condizioni difficili - Cielo assolato e ondate di calore
Cielo assolato e ondate di calore
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Il caldo nelle aule sta diventando un problema serio per la maturità 2026. A Brescia, dieci insegnanti di un istituto agrario hanno scritto una lettera per raccontare le difficoltà vissute durante i colloqui d'esame. Le commissioni restano chiuse per ore in stanze senza climatizzatori, mentre i candidati affrontano il caldo per pochi minuti. La protesta punta il dito contro edifici scolastici poco adatti alle temperature estive, ormai sempre più frequenti a giugno.

Caldo nelle aule, l'allarme dei docenti bresciani

Una delle firmatarie della lettera racconta condizioni difficili da sostenere. Secondo quanto riportato dal Corriere, l'insegnante spiega di aver affrontato temperature «oltre i limiti di vivibilità, senza alcun climatizzatore e solo con pochi ventilatori». Aggiunge poi che il problema non riguarda solo il suo istituto: «La situazione riguarda non solo noi, ma anche altri colleghi nell'istituto e la gran parte delle scuole italiane».

Nel testo, i docenti definiscono le condizioni di lavoro non compatibili con la dignità professionale né con la tutela della salute di candidati e commissari. Viene sottolineato un paradosso piuttosto amaro: si chiede ai ragazzi la massima lucidità in una prova decisiva per il loro futuro, ma a chi li accompagna viene negato un contesto professionale minimo. Gli stessi firmatari spiegano di continuare comunque il proprio lavoro per senso di responsabilità verso gli studenti, nonostante le difficoltà quotidiane legate al caldo record di questi giorni.

Le richieste al ministero e agli enti locali

I docenti bresciani chiedono a scuole, comuni e politica di intervenire subito su questa emergenza. Le richieste principali sono queste:

La lettera si chiude con una riflessione condivisa da molti insegnanti in queste settimane: la scuola non può essere l'unico luogo dove si pretende il massimo risultato, ignorando però le condizioni minime necessarie per raggiungerlo. Un tema che riguarda non solo Brescia, ma l'intero sistema scolastico italiano, alle prese ogni estate con temperature aule scolastiche sempre più elevate durante il periodo degli esami di Stato.

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