Capitale italiana della cultura 2028: ecco le 10 finaliste

Selezionati i dossier per il titolo: in lizza città da nord a sud per ottenere il contributo statale da un milione di euro.

26 gennaio 2026 10:00
Capitale italiana della cultura 2028: ecco le 10 finaliste - Capitale Italiana della Cultura 2028
Capitale Italiana della Cultura 2028
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La giuria del Ministero della Cultura ha ufficializzato la shortlist dei candidati. Dieci città si contendono il titolo di Capitale italiana della cultura 2028, puntando su dossier che intrecciano storia, innovazione e rilancio territoriale.

La selezione per la Capitale italiana della cultura 2028

Il percorso di avvicinamento all'assegnazione dell'ambito riconoscimento ha superato uno snodo cruciale. Dopo un'attenta analisi delle candidature pervenute, la giuria di esperti ha scremato le proposte, individuando le dieci realtà che accederanno alla fase conclusiva della competizione. La scelta, avvenuta sulla base della qualità intrinseca dei dossier progettuali, riflette una geografia culturale variegata che attraversa l'intera penisola, dai borghi dell'entroterra ai capoluoghi affacciati sul mare.

Non si tratta di una semplice gara di bellezza architettonica, ma di una valutazione complessa sulla capacità di pianificazione strategica. Come spesso accade in queste selezioni, a fare la differenza è la visione a lungo termine: la capacità di un territorio di utilizzare la cultura come leva per ricucire il tessuto sociale e proiettarsi nel futuro.

I dieci progetti finalisti: temi e slogan

Ogni città finalista ha associato la propria candidatura a un concept specifico, un filo conduttore che narra l'identità del luogo e le sue aspirazioni. Ecco l'elenco delle città selezionate per la volata finale verso il titolo di Capitale italiana della cultura 2028, accompagnate dai rispettivi slogan:

  • Anagni (FR)Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce;

  • AnconaAncona. Questo adesso;

  • CataniaCatania continua;

  • Colle di Val d’Elsa (SI)Colle28. Per tutti, dappertutto;

  • ForlìI sentieri della bellezza;

  • Gravina in Puglia (BA)Radici al futuro;

  • MassaLa Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia;

  • Mirabella Eclano (AV)L’Appia dei popoli;

  • Sarzana (SP)L’impavida. Sarzana crocevia del futuro;

  • Tarquinia (VT)La cultura è volo.

È interessante notare come molte di queste proposte, come quella di Mirabella Eclano o Gravina in Puglia, puntino sul recupero delle radici storiche rilette in chiave moderna, mentre centri come Ancona e Catania sembrano focalizzarsi sulla continuità e sull'attualità del loro ruolo urbano.

Le audizioni di febbraio e il contributo economico

Il prossimo appuntamento in calendario è fissato per la fine dell'inverno. Le dieci amministrazioni finaliste saranno chiamate a esporre i dettagli dei loro programmi durante le audizioni pubbliche, programmate per giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026. In questa sede, presso la sede del MiC a Roma, i delegati avranno l'opportunità di convincere la giuria non solo sulla validità artistica del progetto, ma sulla sua sostenibilità economica e gestionale.

La posta in gioco va oltre il prestigio. Alla città vincitrice sarà assegnato un contributo di un milione di euro. Tuttavia, chi osserva da anni queste dinamiche sa bene che il vero valore del titolo risiede nell'indotto e nella visibilità mediatica: il riconoscimento funge da acceleratore per processi di sviluppo collettivo, turismo culturale e investimenti privati che spesso superano di gran lunga la dotazione statale iniziale. L'obiettivo, come ribadito dal bando, è valorizzare le peculiarità del territorio per un intero anno solare, lasciando un'eredità tangibile anche dopo la conclusione delle celebrazioni.

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