Caporalato: l'eredità di Paola Clemente a undici anni dal sacrificio

Il ricordo della bracciante Paola Clemente riaccende i riflettori sul caporalato e sulla tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori.

A cura di Redazione Redazione
12 luglio 2026 20:15
Caporalato: l'eredità di Paola Clemente a undici anni dal sacrificio -  Giovanna De Lucia Lumeno
Giovanna De Lucia Lumeno
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A undici anni dalla scomparsa di Paola Clemente, la lotta al caporalato resta un tema centrale per la dignità umana. Questo fenomeno di sfruttamento lavorativo richiede una costante vigilanza istituzionale e sociale per garantire la sicurezza nei campi.

Da San Giorgio Ionico ad Andria, 13 luglio: undici anni dopo il sacrificio di Paola Clemente, simbolo della lotta al caporalato

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione del 13 luglio, ricorda Paola Clemente, la bracciante agricola che il 13 luglio 2015 perse la vita mentre lavorava in un vigneto di Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani. A undici anni da quella tragica giornata, la sua vicenda continua a rappresentare uno dei simboli più significativi della lotta contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, richiamando l'attenzione sul valore della dignità della persona e sul diritto a un lavoro sicuro, equamente retribuito e rispettoso dei principi costituzionali.

Il caporalato costituisce una delle più gravi violazioni dei diritti umani nel mondo del lavoro. Attraverso sistemi di intermediazione illecita della manodopera, lavoratrici e lavoratori vengono spesso sottoposti a condizioni incompatibili con la tutela della salute e della dignità personale: salari irrisori, orari estenuanti, assenza di adeguate misure di sicurezza, precarietà e ricattabilità. È un fenomeno che altera il mercato del lavoro, alimenta l'economia sommersa e, in numerosi contesti, favorisce gli interessi della criminalità organizzata.

Paola Clemente nacque il 23 agosto 1965 e viveva a San Giorgio Ionico, in provincia di Taranto. Era sposata e madre di tre figli. Bracciante agricola qualificata, era specializzata nell'acinellatura dell'uva da tavola. Affetta da ipertensione arteriosa e con una predisposizione familiare alle patologie cardiache, affrontava ogni notte un viaggio di oltre 150 chilometri per raggiungere il luogo di lavoro. La sua giornata iniziava intorno alle 2.30 del mattino e proseguiva per ore all'interno di tendoni in plastica che, durante il periodo estivo, raggiungevano temperature molto elevate. A fronte di una mansione altamente specializzata, la retribuzione effettiva era di pochi euro l'ora, ben al di sotto dei minimi contrattuali.

La mattina del 13 luglio 2015, poco dopo l'inizio del turno di lavoro, Paola Clemente fu colpita da un improvviso infarto. I soccorsi, prontamente allertati, non riuscirono purtroppo a salvarle la vita. Il decesso suscitò un profondo moto di indignazione nell'opinione pubblica, contribuendo ad accendere il dibattito nazionale sulle condizioni di lavoro nei campi e sulla tutela della salute dei braccianti agricoli.

Il 14 agosto 2015 il marito presentò denuncia alla Procura della Repubblica di Trani, determinando l'avvio di un'inchiesta che portò alla riesumazione della salma e all'esecuzione dell'autopsia. L'esame autoptico, effettuato circa quaranta giorni dopo il decesso, accertò che la causa della morte era riconducibile a un infarto del miocardio conseguente a una sindrome coronarica acuta.

L'8 settembre 2015 la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato avviò un approfondimento sul caso, concludendo i propri lavori il 16 dicembre 2015 con una relazione che evidenziò le criticità del sistema di reclutamento della manodopera agricola e delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.

La vicenda contribuì a rafforzare il percorso che condusse all'approvazione della Legge 29 ottobre 2016, n. 199, entrata in vigore il 4 novembre 2016, che ha introdotto strumenti più incisivi per contrastare l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro. Nel 2017 furono eseguiti arresti nei confronti di intermediari coinvolti nello sfruttamento della manodopera agricola. Il procedimento per omicidio colposo nei confronti dell'imprenditore agricolo si è concluso con l'assoluzione, confermata il 23 febbraio 2026 dalla Corte d'Appello di Bari, che ha escluso la sussistenza di un nesso causale giuridicamente dimostrabile tra le condotte contestate e il decesso della lavoratrice.

Al di là dell'esito processuale, la storia di Paola Clemente conserva un profondo valore civile. Essa richiama l'attenzione sulla necessità di promuovere una cultura del lavoro fondata sul rispetto della persona, sulla prevenzione dei rischi e sulla piena attuazione dei principi costituzionali che tutelano la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita le istituzioni scolastiche a valorizzare, nell'ambito dell'Educazione civica, le vicende delle donne e degli uomini che hanno contribuito, con la loro esperienza, a rendere più consapevole il Paese dell'importanza dei diritti nel lavoro. A tal fine propone la realizzazione di un Calendario civile del lavoro, elaborato dagli studenti, che raccolga le principali ricorrenze dedicate alle vittime dello sfruttamento lavorativo e degli incidenti sul lavoro, trasformando tali date in occasioni di approfondimento storico, giuridico e sociale, attraverso percorsi interdisciplinari, incontri con esperti, letture, documentari e attività di ricerca.

Ricordare Paola Clemente significa riaffermare che il lavoro non può mai diventare causa di perdita della salute, della dignità o della vita. La scuola, luogo privilegiato di formazione della coscienza civile, può contribuire a educare le nuove generazioni al valore della legalità, del rispetto della persona e della responsabilità collettiva, affinché vicende come quella di Paola Clemente appartengano definitivamente al passato e non trovino più spazio nella società del futuro.

prof.ssa Giovanna De Lucia Lumeno, CNDDU

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